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Leggi contro: UE e Italia 'ballano' sugli OGM

di Biosight

Foto introBIS LEGGI OGM

L'Italia e la UE divergono sull'applicazione delle leggi, strano vero? Questa volta, però, i torti non sono del tutto italiani. Una confusione legislativa regna sovrana, infatti, a proposito degli OGM, se la l'Europa ne ammette certi tipi e noi nemmeno uno. L''ubi maior minor cessat', qui, è molto meno semplice di quel che si pensi. Vediamone le ragioni.

Foto 1 LEGGI OGMLa UE ha autorizzato l'adozione del mais Mon(santo) 810 nelle coltivazioni europee, inserendone la tipologia all'interno del registro varietale. Il nostro paese, invece, lo ha espressamente vietato mentre non sono ancora stati approntati piani di coordinamento regionale, i quali impediscano una diffusione delle varie colture transgeniche. La domanda è(!!??) 'chi ci deve pensare, le regioni o lo Stato?'. L'opinione pubblica, in primis i consumatori, già poco ferrata sull'argomento (anche per le connesse implicazioni tecnico-scientifiche), rimane disorientata e incapace di dare contributi significativi, leggi grossi movimenti d'opinione, al dibattito. Visto l'italico 'nulla' legislativo, lo scorso 12 Luglio ben tre ministri nazionali ovvero i massimi rappresentanti delle Politiche Agricole, Sanità, Ambiente, hanno firmato un decreto ministeriale - Adozione delle misure d'urgenza ai sensi dell'art. 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810 - " a difesa delle coltivazioni tradizionali italiane, della biodiversità e della salute in Italia". I lavori parlamentari avevano deliberato, inoltre, l'applicazione della "clausola di salvaguardia", così come disciplinato dalla Direttiva europea 2001/18, giacché il rischio di contaminazione dei campi OGM verso quelli 'normali' è altissimo. Non si dimentichi, poi, la contemporanea valenza della disposizione UE 53/2002, attinente l'iscrizione degli organismi transgenici sul registro varietale comunitario. Tuttavia il decreto del Luglio 2013 ha una validità di soli 18 mesi...

 

DATE ESEMPLIFICATIVE

 

LUGLIO 2010 > La Corte Costituzionale sanciva l'illegalità di due colture mais Mon(santo)810, seminate nel Friuli.

Giugno 2013 > Giorgio Fidenato, coltivatore e assiduo sostenitore del mais OGM, leader degli Agricoltori Federati, semina pubblicamente Mon810 sopra i propri terreni ossia la varietà di mais resistente alla Piralide e Sesamia, due acerrimi parassiti della pianta. Inizia una battaglia senza tregua fra lui e gli anti OGM, fatta di denunce in tribunale da parte di quest'ultimi e di atti d'intimidazione culminati nella distruzione delle coltivazioni. La vicenda assurge, di conseguenza, agli onori della cronaca e la giustizia assolverà, infine, Fidenato per non aver commesso il fatto.

SETTEMBRE 2013 > La Corte di Giustizia Europea ha dichiarato che l'Italia non ha nessun diritto di bloccare gli OGM del registro varietale comunitario, soprattutto il mais Mon810. La European Food Safety Authority (EFSA), incaricata di verificare la compatibilità della norma 12 Luglio 2013, ne aveva appunto deliberato l'inefficacia.

Vi sono state, quindi, differenti pronunce - italiana ed europea - riguardanti lo stesso tipo di mais contenente, ATTENZIONE, la tossina insetticida Cry1A(b). La sua nocività, secondo diverse ricerche scientifiche, sarebbe mortale per la salute umana giacché il sistema cellulare non avrebbe alcuna protezione contro di essa: l'organismo subirebbe, infatti, profonde alterazioni immunitarie. Ecco spiegati i motivi delle numerose resistenze italiane, ma non solo, vanificate dal parere UE.
                                                                                     Foto 2 LEGGI OGM   Giorgio Fidenato in uno dei suoi campi     

Sopra abbiamo menzionato la "clausola di salvaguardia", un provvedimento di cui molti paesi UE si sono serviti. Essi l'hanno adottata poiché gli consente di proibire le colture OGM sull'intero territorio nazionale, tenendo conto di singoli eventi quali nuovi o rivalutati dati scientifici. Ogni stato membro può così vietare campi OGM, anche in singole parti del paese, una volta servitosi di un profilo scientifico-normativo adeguato ai protocolli della clausola. Seguire i protocolli, le linee guida, financo lo 'spirito' della disposizione europea insomma un iter qui disatteso, se il successivo decreto ministeriale è stato bocciato dalla Corte di Giustizia Europea dietro parere dell'EFSA (European Food Safety Authority).

Foto 4 LEGGI OGMMon 810, una storia contrastata > Dopo attente valutazioni l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare(la EFSA 'italianizzata') aveva rinnovato, nel 2009, la registrazione del transgenico Mon 810 certificandolo ancora sicuro. Sembrerebbe una 'tranquilla' decisione comunitaria, eppure la questione si era già parecchio ingarbugliata anni addietro.
Il Mon 810 ha suscitato, durante il passato decennio, più di un conflitto a livello europeo, giacché uno stato ne sanciva il divieto mentre un altro ne approvava la coltivazione: i dubbi principali riguardavano la mancanza di un efficace monitoraggio dei suoi effetti complessivi, stimati invece tollerabili dall'EFSA. La prima a bandirlo è stata l'Austria (1999), l'esatto opposto della Francia che l'aveva, invece, permesso(1998). Il susseguente intervento della Commissione Europea esaminò la validità scientifica del bando austriaco, minacciando l'apertura di una procedura d'infrazione, ma la clausola di salvaguardia europea (2001) permise all'Austria di mantenerne la proibizione. La Grecia(2005) non ebbe ugual sorte quando vietò il Mon 810, anzi la decisione UE fu immediata nell'ordinare la rimozione del provvedimento. La Polonia(2005) e l'Ungheria (2006) si sono viste approvare il loro divieto di semina, periodo in cui l'Italia(2006) avviava una moratoria di dubbia efficacia. La moratoria italiana doveva terminare allorché le regioni avessero definito il regolamento, inerente la coesistenza fra colture tradizionali, biologiche, transgeniche. Gli agricoltori pro OGM, intanto, avevano chiesto molteplici autorizzazioni alla semina, ottenendo costanti rifiuti per la mancanza dei piani regionali di coesistenza: la reazione non si fece attendere ed i vari Tribunali amministrativi regionali furono inondati di ricorsi. Ecco il 'tragico' vuoto legislativo, oggetto del decreto Luglio 2013, incapace però di risolvere il contrasto. Ne parleremo più avanti.

L''odissea' Mon 810 prosegue con la conversione francese del 2007, 2008 ed anni successivi. Si volle/si vuole bloccare il mais incriminato, attraverso una miriade di ricorsi al Consiglio di Stato Francese ricorsi, invero, tutti regolarmente bocciati. I governi transalpini non hanno ceduto e quello attuale(Hollande) fa tuttora permanere il divieto di coltura. Pure la Romania(2008), la Germania e il Lussemburgo(2009) hanno sospeso o proibito la coltivazione del Mon 810 confermando un panorama incerto di no, sì, nì...

Foto 6 LEGGI OGM                                                                   Foto 5 LEGGI OGM


L'art. 23 della Direttiva 2001/18/CE indica la presenza di fondati motivi per limitare o bloccare l'uso nonché la vendita di OGM sui rispettivi territori nazionali. Perché L'Italia non li ha fatti valere? L'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha motivato il suo parere negativo, nei confronti dell'Italia, riconoscendo, da una parte, le conseguenze dannose del Mon 810 e includendo, altresì, un sistema di procedure capaci di attenuare il rischio di contaminazione, dall'altra non pronunciandosi minimamente sulla coesistenza delle varie colture in quanto valutazioni non previste dal suo mandato. Vero è che la ri-registrazione europea del Mon 810 è già scaduta. Esso dovrebbe, quindi, venir subito sottoposto a nuove ricerche onde valutarne la sicurezza: come mai non lo si è ancora fatto?

Se volete saperne di più sugli OGM, leggete Cronache mutanti  e...

....Organismi Già Minacciati

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FONTI

www.agronotizie.com, archivio stampa sugli OGM

www.ilfattoquotidiano.it, Ogm firmato decreto per stop a coltivazioni in Italia, Luglio 2013, a cura della redazione de' Il Fatto Quotidiano

Prof. Antonio Giordano, Ogm sì, Ogm no: una questione aperta, su www.doctormag.com

www.fondazionedirittigenetici.org, ogm in sezione Cerca nel sito

 

BIBLIOGRAFIA CONSULTABILE SU SITI MINISTERIALI ITALIA (Agricoltura, Sanità, Ambiente) e UE (Commissione Ambiente)

DECRETO 12 luglio 2013 - Adozione delle misure d'urgenza ai sensi dell'art. 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810.
http://ec.europa.eu/food/plant/propagation/catalogues/database/public/index.cfm?event=homepage ovvero Unione Europea > Database CE delle varietà agrarie e ortive iscritte nel Catalogo comunitario

http://www.sementi.it/articoli/163/registro-nazionale-varieta-specie-agrarie ovvero Registro nazionale delle varietà delle specie agrarie
http://www.sementi.it/articoli/164/registro-nazionale-varieta-specie-ortaggi ovvero Registro nazionale delle varietà delle specie di ortaggi

COMMISSION IMPLEMENTING REGULATION on Risk assessment of Food and Feed of XXX on applications for authorisation of genetically modified food and feed in accordance with Regulation (EC) No 1829/2003 of the European Parliament and of the Council and amending Regulations (EC) No 641/2004 and (EC) No 1981/2006

EFSA Panel on Genetically Modified Organisms (GMO) Scientific Opinion on a Request from the European Commission Related to the Emergency Measure Notified by Italy on Genetically Modified Maize MON 810 According to Article 34 of Regulation (EC) No 1829/2003. EFSA Journal 2013, 11, 7.

Nota Ministro Balduzzi relativa alla procedura di cui all'art.34 del regolamento CE 182912003 per quanto attiene il mais OGM MON810