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Leggi lisce (?) come l’olio

di Maurizio Marna

Foto  intro  Leggi Lisce

Mentre apriamo una bottiglia di extravergine ci chiediamo cosa abbiamo effettivamente fra le mani, cosa ci ha indotto a prendere quella determinata marca e non un'altra? Esiste un livello qualitativo definito dalla legge ma l'attenzione di un consumatore intelligente, anzi BIO, dovrebbe essere sempre desta.

Foto 1  Leggi lisce La qualità innanzitutto, assieme alla certezza di un prodotto sicuro, sono i principi informatori della legge 14 gennaio 2013 n.9, recante appunto "Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini". Essa è stata ribattezzata salva olio made in Italy, come mai? Si è reso necessario operare un cambio di passo contro le svariate contraffazioni che hanno colpito l''oro verde' italiano. La falsificazione danneggia 'in primis' i consumatori, ovvio il perché, creando effetti a cascata sull'intera filiera produttiva: il fenomeno lo abbiamo già visto diffondersi in ogni singola truffa alimentare(linktruffe).
La legge salva olio ha fissato misure dirompenti, almeno si spera, con l'intento di salvaguardare un ricchissimo patrimonio agroalimentare di rinomanza mondiale. Viene così introdotto l'obbligo di un'etichettatura, riportante il periodo minimo di conservazione dall'imbottigliamento(18 mesi), assieme alla verifica delle note informative su provenienza geografica nonché zone di particolare pregio produttivo. Si dispone, poi, l'affinamento dei criteri qualitativi e di controllo, l'accesso ai dati aziendali concernenti le importazioni prevedendo, altresì, sanzioni maggiormente incisive verso la pubblicità ingannevole. Questo e molto altro ancora.


Foto 2  Leggi lisce Numerosi addetti ai lavori si sono dichiarati soddisfatti delle misure adottate, poiché rafforzano le ispezioni sulla filiera olearia e delineano un percorso sicuro fino alla distribuzione. Il controllo intensificato, le analisi ad ampio raggio, la completa tracciabilità del prodotto vogliono contrastare, si ribadisce, l'avvenuta moltiplicazione delle truffe. I danni provocati sono evidenti, in un settore dove l'Italia è il secondo produttore mondiale e registra un fatturato annuo(fonte Coldiretti) di 2 miliardi di euro. La domanda è scontata: chi compra una bottiglia d'olio può adesso dormire sonni tranquilli? Mica tanto.
Infatti qualche mese dopo l'entrata in vigore della legge salva olio – il cui testo viene vagliato dalla UE, entro l'ambito della procedura Tris(Technical regulation information system) – la nostra Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato(Agcm) emana un parere, nel quale si affermano esserci gravi questioni di applicabilità legislativa. Per l'Antitrust la norma contrasterebbe con l'iter procedurale UE sopra citato, dovendo essa rimanere sospesa sino al prossimo Novembre mentre vige, invece, dallo scorso Febbraio. L'Antitrust afferma essersi palesata, inoltre, pratica di concorrenza sleale(!!!!)giacché verrebbe operata una restrizione delle scelte aziendali, impedendo alle stesse aziende di comprare all'estero forniture convenienti onde privilegiare costose materie prime nazionali. L'articolo 11 della legge medesima limiterebbe, altresì, le famose vendite sotto costo - una volta sola all'anno - tarpando le ali sia ai grossi rivenditori sia ai piccoli esercizi e frenandone la concorrenza. Per quest'ultimi la competitività diventa fondamentale nella politica commerciale, uno strumento a difesa del loro primario diritto di esistenza sul mercato. Il finale del ragionamento vede coinvolti i consumatori, ai quali si toglierebbe la possibilità di scegliere un olio di scarsa qualità, seppur non dannoso, a basso prezzo. Diamine, non sia mai!

A 'insaporire' ulteriormente il dibattito, ci ha pensato il Commissario europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Mr Ciolos. Egli aveva fatto approvare un regolamento dove si vietava l'uso di contenitori(bottiglie, oliere, ecc.) prive di etichette, dunque anonimi, quelli insomma che vengono utilizzati più volte nei luoghi di ristorazione. Risultava evidente l'intento di impedire la commercializzazione di oli contraffatti, proteggendo quindi il consumatore. Niente ampolle da riempire, di volta in volta, all'interno di ristoranti, servizi di catering, bar e largo a migliori garanzie d'igiene e qualità. Tuttavia, causa la opposizione di paesi non produttori(Inghilterra, Germania, Olanda), il regolamento è stato ritirato. Seguendo le vicende descritte, il mal di testa avanza sovrano in noi come ai lettori... Cionondimeno abbiamo voluto evidenziare le difficoltà che l'olio italiano incontra, sia in Italia sia all'estero, persino a livello legislativo.
                                                                                  Foto 3  Leggi lisce Il commissario UE all'agricoltura Ciolos


Foto 4  Leggi lisce

Chi acquista olio BIOLOGICO ha fatto una scelta oculata e le disposizioni europee ovvero il Regolamento n. 834/2007, relativo alla produzione ed etichettatura di una tale tipologia produttiva, lo confermano. Il controllo europeo intende seguire, passo dopo passo, i processi della coltivazione olearia e le successive fasi di trasformazione fino all'etichettatura delle bottiglie. Le aziende a cui interessa far parte del circuito biologico, si devono sottoporre ad un percorso metodologico ed ispettivo di durata pluriennale, finito il quale, se i riscontri saranno positivi, potranno commercializzare l'olio prodotto. Ai disciplinari italiani – leggi che recepiscono la normativa UE – si uniscono quelli delle varie associazioni olivicole presenti sul territorio, una garanzia di ulteriore BIO rispetto nelle varie fasi di coltivazione, estrazione, conservazione, imbottigliamento dell'olio. Esclusa qualsiasi sostanza di sintesi in ognuno dei passaggi appena visti, il prodotto finale, una volta superati tutti i controlli temporali, verrà finalmente etichettato. Lì si indicheranno il nome dell'ente certificatore e la qualità biologica dell'olio, indubbio via libera all'acquisto(almeno nelle intenzioni...). Nessuno è così ingenuo da pensare che i problemi, inerenti alla sicurezza/bontà olearia, si risolvano con le leggi se manca la cultura della coltura.

Il BIOLOGICO offre le più ampie risorse allo sviluppo sostenibile dell'agroalimentare, ignorando qualsiasi additivo chimico. Ed è per questo che oggi possiamo gustare la genuinità di gocce d'olio su una fetta di pane: entrambi biologici, of course!

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FONTI:

www.ilpuntocoldiretti.it, Legge salva olio, il paradosso Antitrust

www.helpconsumatori.it/‎ Olio d'oliva, polemica sul dietrofront dell'UE su divieto bottiglie anonime nei ristoranti

www.agcm.it/

legge 14 gennaio 2013 n.9, "Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini" scaricabile on line in PDF