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Energia e collasso delle civiltà

La cattiva gestione delle risorse energetiche è all'origine del collasso delle civiltà

di Patrizia Marani

Fonti limitate e non rinnovabili  L'energia tratta dai combustibili fossili è il motore della nostra civiltà ed è stato il vero spartiacque fra società industriale moderna e società premoderne. Purtroppo, le riserve di queste preziose miniere di energia formatesi, in tempi nell'ordine dei milioni di anni, dai 300 ai 350 milioni di anni fa, sono limitate. 

Per di più, le riserve di combustibili fossili non sarebbero rinnovabili, dato che numerosi scienziati ritengono che le condizioni che diedero vita alla loro formazione non potranno più aver luogo sulla terra e che l'attuale consumo annuale di combustibili fossili brucia quantità di carbonio organico che richiederebbero circa 400 anni di produzione di fitomassa netta annuale per ricostituirsi.

Negli ultimi 140 anni del solo petrolio è stato consumato 1 trilione di barili, ma ora la sete di fossili è nell'ordine di 1000 barili di petrolio, 93.000 metri cubici di gas e 221 tonnellate di carbone per ogni secondo che passa, ed è in costante crescita. Di conseguenza, l'atmosfera terrestre e gli oceani sono divenuti delle discariche che ricevono, fra l'altro, circa 30 gigatonnellate di CO2 per anno.

Crisi climatica Ma ciò che è ora sottoterra era una volta in atmosfera. I combustibili fossili da cui traiamo l'energia necessaria al funzionamento della società industriale non sono altro che riserve di idrocarburi – composti del carbonio e dell'idrogeno – formatisi grazie alla massiccia presenza di anidride carbonica nell'atmosfera primordiale, più tardi sotterrata attraverso vari fenomeni. Solo la diminuzione di CO2 in atmosfera ha reso possibile la formazione di forme di vita primordiali capaci di fotosintesi. In seguito, nel carbonifero i colossi vegetali del tempo aggiunsero enormi quantità di ossigeno all'atmosfera da cui trassero altra anidride carbonica, accumulandone ulteriori quantità nel sottosuolo, una volta abbattuti.

Ora, lentamente, l'antica anidride carbonica viene estratta e riimmessa in atmosfera, provocando un pericoloso innalzamento della temperatura media terrestre, mentre assistiamo a spaventosi rivolgimenti epocali, dai ghiacciai che si sciolgono rapidamente al livello dei mari che sale.

Fra l'altro, il Report del Pannello Intergovernativo sul Cambiamento Climatico del 2007 ha messo in evidenza quanto il crescente consumo di energia abbia contribuito ad un aumento del 145% delle emissioni di gas serra fra il 1970 e il 2004, ponendoci vieppiù a rischio d'interferire col sistema climatico

Consumo di energia = Benessere, un'illusione "Alcuni semplici calcoli possono evidenziare in modo immediato quanto il problema dell'approvigionamento di energia non possa essere affrontato continuando ad aumentare il consumo di combustibili fossili. Nel 1950, i 2,3 miliardi di popolazione umana che abitavano la terra consumavano 2,85 TW, circa 1,1 TW per ciascun miliardo. Nel 2010, la popolazione mondiale ammontava a 6,8 miliardi di persone totalizzando un consumo di 15 TW, 2,2 TW per miliardo. A questo ritmo, nel 2050 ogni miliardo di persone consumerà 5 TW, mentre la popolazione attesa di 9 miliardi, totalizzerà un consumo di più di 40 TW...."(Energy for a Sustainable World, N. Armaroli & V. Balzani, ed. Wiley-VCH).

alta tensione campi elettromagnetici

Per far fronte ad un simile aumento sono ipotizzabili tre soluzioni: 1) costruire l'equivalente di 48.000 centrali a carbone (500 MW ciascuna), 2) 24.000 centrali nucleari (1 GW), e 3) 150.000 km di moduli di fotovoltaico (la metà dell'intero territorio italiano), una mission impossible dato che a. è necessario ridurre drasticamente le emissioni di CO2, b. il problema dello smaltimento delle scorie nucleari rimane irrisolto e c. il fotovoltaico presenta ovvi problemi di limiti territoriali.

La soluzione del dilemma dell'energia è cruciale alla sopravvivenza della nostra civiltà, giacché un'analisi del crollo delle civiltà antiche evidenzia che l'utilizzo scorretto e il conseguente esaurimento delle fonti energetiche sono stati senza eccezione al centro delle crisi antecedenti la loro caduta. Un consumo eccessivo di risorse ambientali da cui la società dipendeva e la conseguente distruzione delle stesse può condurre al collasso della società. Si tratta di ecocidi, in passato ricorrenti, confermati dalle scoperte più recenti di climatologi, archeologi e paleontologi.

Jared Diamonds nel suo libro Collapse individua 8 cause principali degli ecocidi del passato: "deforestazione e distruzione dell'habitat; problemi del suolo (erosione, salinità e perdita di fertilità); problemi di gestione delle acque; caccia eccessiva; pesca eccessiva; effetti di nuove specie sulle specie autoctone; incremento demografico; aumentato impatto procapite della popolazione....I problemi che ci troviamo ad affrontare oggigiorno includono quegli stessi che hanno minato le società antiche, più quattro nuove sfide: cambiamento climatico dovuto a cause umane, cumulo di sostanze chimiche nell'ambiente, esaurimento di fonti di energia; completa utilizzazione da parte dell'uomo della capacità fotosintetica della terra".

Crediti ScrumpboyI paesi ricchi devono, quindi, inevitabilmente ridurre il consumo energetico procapite, a meno che non si riesca ad attuare un piano di sviluppo rapido delle energie alternative, tanto più che l'aumento del fabbisogno di energia non è limitabile per i miliardi di persone che vivono nei paesi in via di sviluppo e che devono uscire dalla povertà.

Una buona notizia è che la qualità della vita non sarebbe, oltre un certo limite e contrariamente a quanto si pensa, collegata all'aumento della quantità di energia disponibile. Per il soddisfacimento dei bisogni fisici primari, il rispetto dei diritti individuali e la disponibilità di diffuse opportunità d'avanzamento intellettuale è necessario un consumo procapite annuo di 1,2-1,6 tep. Tutti gli indicatori fondamentali – dalla disponibilità di cibo all'aspettativa di vita – indicano che ad un consumo di 2,6 tep annuo la qualità della vita non aumenta.

L'idea che la disponibilità crescente d'energia aumenti il benessere delle persone è un pregiudizio tanto diffuso nei paesi ricchi quanto pericoloso, dato che il consumo energetico superfluo agisce sulla società come una droga che, oltre ad essere fisicamente pericolosa per la presenza pervasiva di campi elettromagnetici, crea altresì una vera e propria dipendenza fisica.

Il benessere, oltre una certa soglia di soddisfacimento di bisogni materiali e intellettuali, non dipende dall'energia disponibile o dal consumo di risorse, ma dalla continua crescita culturale e spirituale dell'individuo, nonché dal possesso di rapporti umani profondi e significativi e di valori come la libertà, la pace e l'equità.

Come sappiamo, vi sono delle alternative ai combustibili fossili, ma perché vi è tanto ritardo, tanta resistenza nella loro adozione?

 

FONTI

Global Energy Consumption, Jana Lippeltand, Maximilian Sindram,
Ifo Institute for Economic Research. CESifo Forum 1/2011

The International Energy Agency : Key World Energy Statistics 2012, IEA

Collapse, Jared Diamonds, Viking Pinguin 2005

Energia per un mondo sostenibile, Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani, Edizioni WILEY-VCH Verlag GmbH & Co.KGaA, 2011, Weinheim