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Case dell'altro mondo

Autocos
 di Biosight

VIDEO IN INGLESE - Pochi forse sanno chi è Nader Khalili, anzi chi era: morì infatti a Los Angeles nel 2008. Ingegnere e architetto, di origini iraniane, presentò presso la National Academy of Sciences a Washington, ottobre 1984, un progetto di moduli abitativi per ospitare uomini e donne sulla superficie lunare. La NASA, alla caccia di ulteriori finanziamenti, aveva rilanciato un programma d'insediamento umano in alcune zone della Luna. L'idea di Khalili era semplice e millenaria...

...poiché si ispirava all'antica tecnica di costruzione alloggi con mattoni ceramizzati, composti di terra cruda, utilizzata nelle zone del nostro pianeta dove esistono condizioni estreme. Il metodo viene ribattezzato Super Adobe - N.B.: il termine inglese adobe deriva dall'arabo al-tobe> 'il-mattone' entrato nella lingua spagnola e successivamente inglesizzato, riferito al mattone d'argilla, di fango o terra - ossia sacchi di tessuto a strati sovrapposti, riempiti di terriccio e ceramizzati, i quali possono essere impilati onde innalzare muri, archi e ogive. L'efficienza di questo sistema risiede nella sua grande economicità, nella facilità d'allestimento, nei tempi d'esecuzione risultando particolarmente adatto alle emergenze abitative (disastri naturali, fasce sociali disagiate).

Nader Khalili si era ispirato alle tecniche costruttive mediorientali, i cui principi intersecano la filosofia sufica quando riconoscono la centralità dei quattro elementi naturali: terra- acqua per i mattoni, fuoco-aria per la combustione. Grande studioso e interprete del sufismo, Khalili aveva edificato una scuola nel distretto di Teheran, durante l'anno 1980, erigendo stanze di mattoni in terra/argilla ben presto trasformate, a causa delle alte temperature locali e dell'intonaco argilloso, in vere fornaci. La combustione avvenuta produceva una struttura compatta e smaltava la superficie delle pareti.
Il Super Adobe riprende tale criterio, lo implementa attraverso il riempire dei sacchi, a tessuto stratificato, mediante terriccio preso sul luogo di costruzione mentre li fa disporre, poi, secondo forme a volta, con la realizzazione degli indispensabili sistemi d'intersezione e le aperture. Dopo ciò si passa alla stabilizzazione del complesso, alle sue finiture e, una volta alzate le pareti, l'intonaco d'argilla ne ricoprirà le parti sia esterne sia interne (soprattutto quelle interne). Vengono adoperati, inoltre, composti capaci di favorire il riscaldamento del complesso abitativo e gli spazi ricavati diventano forni, con gli ambienti ad arco che prendono definitivamente forma.

I lettori possono trovare ogni spiegazione riguardante le fasi costruttive, assieme a fotografie-schemi progettuali- note tecniche-costi e dimensioni dei sacchi, sul sito www.calearth.org istituto fondato dallo stesso Nader Khalili nel 1991. Lì sono stati raccolti e approfonditi gli studi inerenti il Super Adobe, lì sono ospitati studenti, tecnici e persone con disagi sociali che cercano alloggi a basso prezzo. Il suo patrimonio culturale e architettonico non si è mai disperso, nemmeno a morte avvenuta, sotto la preziosa gestione e custodia dei due figli.
Rendere migliore l'uomo e sostenibile l'ambiente dove vive: ecco il pensiero di Nader Khalili. Crediamo ci sia riuscito davvero.

 

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La foto di apertura è tratta dal video e la costruzione in Super Adobe si trova in California

 

Fonte: www.calearth.org