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Una dieta per battere l'allergia

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di Patrizia Marani

Ep.8 La dieta antiallergica del Dr Thomas Rau, guru internazionale della medicina Biologica

Secondo il Dr Rau le comuni allergie al polline, agli acari o alle noccioline, ecc. non sono altro che allergie "secondarie" derivanti da un'allergia alimentare primaria di cui non siamo consapevoli perché i sintomi non sono immediati, ma emergono dopo 1-3 giorni, rendendo quindi difficile riferirli al cibo ingerito. Sarà vero? Provare per credere.

Questa allergia nascosta che bisogna eliminare per guarire dall'allergia secondaria non appartiene al tipo che scatena la reazione immediata delle istamine, con sintomi quali raffreddore, irritazioni della pelle o altro, ma mantiene il nostro sistema immunitario in costante allarme, alimentando un persistente stato infiammatorio all'interno dell'organismo.

I sintomi dell'allergia alimentare primaria sono tanto subdoli quanto vari: da un senso di fiacchezza o di mancanza di concentrazione alla stanchezza generalizzata, emicrania, indigestione e sinusiti. E "col tempo, questi sintomi si sviluppano in malattie croniche vere e proprie", aggiunge Rau.

Il primo atto per la guarigione dall'allergia "secondaria" eliminando quella primaria consiste nel seguire per una settimana la dieta detox del Dr Rau, illustrata nell'articolo "Fa che il cibo (giusto) sia la tua medicina". La dieta proibisce tutti i principali allergeni alimentari, fra cui:

. latte e suoi derivati, gelato incluso;cavolo verza small
. tutti i cereali che contengono glutine;
. uova;
. zucchero, dolciumi e carboidrati raffinati;
. frutta secca (escluse le castagne);
. tutti i tipi di carne e frutti di mare (inserire al loro posto legumi e cereali ad alto contenuto proteico);

Nelle due settimane seguenti alla settimana di dieta detox, una parte minima di proteine (pesce e carne magra, 2 volte alla settimana, porzioni da non più di 170 g) e alimenti a base di grano integrale possono essere reinseriti. Nella fase della dieta di mantenimento, la gamma degli alimenti proibiti si restringe sempre di più, ma dovranno essere reintrodotti uno alla volta, mantenendosi monitorati al fine d'individuare possibili segni di malessere derivanti dal nuovo alimento introdotto.

Perché dire no al latte di mucca e ai suoi derivati?

Il latte di mucca e i suoi derivati sono una causa frequente di allergia alimentare per due motivi:
- A causa della possibile alta tossicità di questi prodotti allorché siano derivati da mucche allevate industrialmente e alimentate a cereali (o peggio), cibo non adatto ad animali erbivori. Nel latte, per non parlare dei latticini, si concentrano, infatti, tutte le sostanze tossiche in circolazione nel corpo del bovino.
- Perché un numero consistente di neonati non allattato al seno, viene nutrito con latte in polvere di mucca prima che il suo sistema immunitario, situato in gran parte nell'intestino, sia sufficientemente maturo da tollerarlo. Un neonato umano è programmato geneticamente per tollerare solo il latte materno per circa due anni. Allorché le proteine del latte di mucca giungono nell'intestino il sistema immunitario le riconosce come estranee all'organismo, producendo potenti antigeni contro di esse. L'allattamento al seno per diciotto mesi o due anni, oltre donare al bambino la giusta immunità, consente l'introduzione del latte di mucca nel momento in cui il bambino sarà in grado di tollerarlo.

Ma cosa succede al neonato precocemente allattato con il latte di mucca?
Il suo sistema immunitario, come un corpo di guardia militare, rimarrà per sempre in allerta, attaccando le proteine "straniere" del latte di mucca o dei latticini ogni qualvolta che faranno di nuovo capolino nell'apparato intestinale. Successivamente, l'introduzione giornaliera di questi allergeni causerà un'infiammazione perenne della mucosa intestinale, danneggiando i batteri benefici che promuovono la digestione e proteggono l'intestino, sino a che i danni saranno tali da produrre delle lesioni sulle pareti intestinali. Questa condizione può in seguito essere all'origine dell'allergia secondaria. L'evitamento dell'allergene per un minimo di tre settimane a due mesi porta alla 'riparazione' delle mucose intestinali e al ripristino della flora batterica.

Secondo Rau, se si continua ad evitare l'allergene alimentare 'nascosto' per sempre, oltre a recuperare un intestino e un'immunità sani, permetterà di guarire dall'allergia secondaria, quella che ci tormenta ogni primavera.

Inoltre, quando il sistema immunitario è perennemente in allerta perché impegnato a difenderci da un allergene, alla più piccola provocazione potrà iniziare ad attaccare organi propri, causando una delle tante malattie autoimmuni (lupus, sclerosi multipla, artrite, psoriasi ecc.) che, negli ultimi decenni, sono cresciute esponenzialmente, in parallelo alle allergie. Il primo passo per curare queste gravi malattie sarà quindi quello d'individuare l'alimento allergenico per calmare il sistema immunitario intestinale.

La concezione tipica dell'allergia ortodossa che si possa rieducare il sistema immunitario e renderlo tollerante dell'allergene, alla base della somministrazione dei vaccini è, nell'ottica di Rau, completamente sbagliata. Egli pensa, al contrario, che la soglia di tolleranza diventi minore ad ogni incontro fra immunità ed allergene e che ci possano volere da mesi ad anni per desensibilizzare un sistema immunitario 'irritato'.

Per capire cosa si sia in grado di tollerare o no, si può praticare pazientemente la dieta detox per 6 o 9 settimane, reintroducendo i possibili allergeni uno alla volta, nella successiva fase di mantenimento della dieta.

I carboidrati a base di farina di grano sono fra gli allergeni più papabili, anche per l'estrema prevalenza che hanno nella dieta occidentale. L'allergia intestinale al glutine è diversa dall'intolleranza in quanto non è evidente come quest'ultima. Al posto dei prodotti a base di grano si potrà inserire il farro, un tipo di grano antico non manipolato geneticamente e benefico per il sistema immunitario, oppure altri cereali, come il riso, la quinoa, il grano saraceno, l'amaranto, il miglio e il mais, che sono tutti privi di glutine.

Altro frequente allergene, come precedentemente spiegato, è il latte di mucca e i prodotti da esso derivati, sostituibili da latte e formaggi di capra o pecora. Rau, inoltre, ritiene che il latte sia un alimento inutile per gli individui adulti e finanche per le donne in menopausa o premenopausa in quanto, a suo avviso, l'osteoporosi non deriva dall'assumere troppo pochi latticini, ma dal mangiare troppe proteine che, creando acidità nel flusso sanguigno, traggono calcio e altri minerali dalle ossa e dalla cartilagine. Per mantenere sane le nostre ossa, basta mangiare grandi quantità di verdure a foglia verde e cereali integrali, che procurano al nostro organismo tutto il calcio di cui abbisogna, e praticare moderatamente esercizio fisico e il sollevamento pesi.

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Per evitare le reazioni allergiche alimentari, Rau suggerisce di:
.Ruotare incessantemente gli alimenti;
. Evitare di mangiare un alimento tutti i giorni. In particolare, il desiderio forte per un alimento, rivela una possibile allergia all'alimento stesso;
. Evitare come la peste il cibo industriale ad un tempo povero da un punto di vista nutritivo e colmo di additivi chimici, che sono dei frequenti possibili allergeni;
. Fate attenzione ad eventuali malesseri non giustificati e il possibile collegamento con ciò che si mangia.

Fonte per approfondimenti:

The Swiss Secret to Optimal Health, Thomas Rau

Biological Medicine, Thomas Rau

Leggi la prima parte: la ricetta del guru internazionale della Medicina Biologica per prevenire le malattie e curare quelle croniche

Guarda la conferenza del Dr Rau sul blog di Patrizia - in lingua inglese

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