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Seduti sul vulcano della civiltà, allergie e MCS

MCS intro
di Patrizia Marani

Qual è la relazione segreta fra allergia e mondo moderno? E la temibile Sensibilita' Chimica Multipla (SCM o MCS) e' causata dall'inquinamento ambientale?Potremmo tutti ammalarci di Sensibilita' Chimica Multipla o solo chi ha una predisposizione genetica?

Negli ultimi 60 anni, a mano a mano che montava l'ondata di allergie e la loro pericolosità, del pari ad un numero vieppiù crescente di allergeni, si è andata moltiplicando l'offerta di cure alternative attraverso metodi naturali, energicamente contrastate dagli allergologi ortodossi che le ritengono, a torto o a ragione, dei meri palliativi privi di qualsivoglia scientificità, se non addirittura dannose. Ha preso vigore, inoltre, una lettura alternativa dell'allergia che, puntando l'indice accusatore verso i moderni processi industriali e commerciali e sostenendo protocolli di cura privi di farmaci, costituisce una seria minaccia non solo alla posizione sociale e agli onorari degli allergologi ortodossi, ma anche agli immensi profitti dell'industria farmaceutica, alimentare e dei cosmetici.

Il dibattito sull'eziologia e la cura dell'allergia ha visto fronteggiarsi allergologi da una parte ed ecologisti clinici dall'altra. In termini scientifici, la contrapposizione si traduceva in una lettura dell'allergia da parte degli allergologi tradizionali come reazione d'ipersensibilità mediata da IgE con rilascio di istamine, mentre tutte le altre forme di sensibilità, vieppiù numerose, non sarebbero che delle intolleranze.

Gli ecologisti clinici, al contrario, includevano fra le manifestazioni allergiche tutte le reazioni biologiche d'ipersensibilità, fedeli alla definizione originaria di Clemens Von Pirquet, il medico austriaco che nel coniò il termine: allergia deriva, infatti, dal greco allos, altro, e ergon, reazione.

Anche l'approccio terapeutico era diverso. Gli allergologi contrastano da decenni l'allergia neutralizzando le istamine, ree di provocare i notori sintomi, spegnendo l'infiammazione con corticosteroidi e dilatando gli ipersensibili bronchi con broncodilatatori. Gli ecologisti clinici, che stavano inoltre studiando il crescente numero di pazienti affetti da una nuova patologia, detta al tempo malattia ambientale, ritenevano invece che la patogenesi dell'allergia coinvolgesse fattori immunologici, neurologici ed ormonali ed enfatizzavano l'importanza dell'evitamento di sostanze nocive all'organismo. La cura prevedeva, dunque, diete specifiche a misura delle suscettibilità del paziente e una trasformazione del suo ambiente in un'isola di purezza in un mondo inquinato, nel quale potesse trovare rifugio e recuperare lo stato di salute originario.

La più recente ricerca scientifica conferma la concausa ambientale ed entrano così a pieno titolo nel mirino dell'allergologia tradizionale gli inquinanti e i possibili allergeni chimici presenti nell'ambiente casalingo. Ma come difendersi da una tale moltiplicazione degli allergeni?

Alla fine del ventesimo secolo la popolazione umana (e animale: anche i cavalli e i gatti soffrono ora di allergie!), appare MCS inquinamento2 smallimmersa in un oceano di allergeni generati dai processi d'industrializzazione ed urbanizzazione. Dall'aria esterna inquinata da fumi industriali e traffico a quella interna corrotta dalle emissioni di pavimenti, muri, arredamento, elettrodomestici e prodotti in plastica; dal cibo avvelenato da pesticidi ed erbicidi all'acqua contaminata dagli scarichi industriali ed agricoli; dai prodotti di cura per il corpo carichi di conservanti, xenoestrogeni, profumi sintetici a quelli di pulizia della casa, il risultante enorme numero di allergici pare persino insignificante rispetto all'imponenza dell'attacco.

Secondo lo scienziato sociale tedesco Ulrich Beck, nella sua analisi della 'società del rischio', "nella modernità avanzata la produzione sociale di ricchezza è sistematicamente accompagnata dalla produzione sociale di rischi". Il vulcano della civiltà sta  dunque per eruttare il suo carico di malattie ambientali di tutti i tipi?

La crescente preoccupazione di studiosi, ricercatori e attivisti ambientali per l'inquinamento a carico dell'ambiente pare incarnarsi in una malattia, in fase embrionale negli anni del dopoguerra, che inizia a ricevere crescente attenzione medica e mediatica, la sensibilità chimica multipla o MCS (Multiple Chemical Sensitivity).

Allergia e MCS sono due patologie ambientali distinte che hanno dinamiche e un decorso totalmente diverso, seppur con un aspetto in comune importante, il fatto che i sintomi appaiono e scompaiono con l'allontanamento dalla causa scatenante.

"La prima descrizione della malattia fu pubblicata da Edgar Allan Poe nel 1839, mentre la prima definizione medica definisce nel 1869 l'MCS un sintomo di nevrastenia.
Nel 1945, la malattia viene riscoperta e definita tossiemia allergica. Del 1987, la sua ridefinizione in sensitività chimica multipla, e degli anni '90 la sovrapposizione con la sindrome da fatica cronica, la sindrome fibromialgica e la sindrome della Guerra del Golfo".*

MCS benzina smallI dibattiti circa la sua origine ambientale incarnano in modo perfetto tutte le preoccupazioni che accompagnano da secoli la patologia del progresso. Secondo gli ecologisti clinici e un numero vieppiù crescente di studiosi, l'MCS è una forma d'intolleranza diffusa agli elementi chimici presenti nell'ambiente moderno. L'organismo dell'individuo, sopraffatto dall'attacco ambientale, perde la capacità di detossicarsi e si ammala, divenendo praticamente 'allergico' a tutto (anche se, ripetiamo, NON si tratta di una patologia allergica).

Diversi commentatori ritengono, infatti, gli ammalati di MCS delle sentinelle dell'ambiente e un monito di quanto potrebbe accadere ad un numero ben più elevato di persone, se il processo d'industrializzazione dovesse continuare a peggiorare le condizioni ambientali.

Quanto è diffusa questa malattia, che costringe l'individuo ad una vita da recluso o da eremita, in quanto i contatti con le persone 'normali', che usano il detersivo profumato per lavarsi gli abiti o il dopobarba carico di muschi sintetici gli sono preclusi? I dati epidemiologici sono controversi. Secondo Christiane Tourtet, Fondatore e Presidente di International MCS/EMS Awareness' "l'MCS è un problema di salute pubblica in allarmante crescita che colpisce 48 milioni di uomini, donne e bambini negli USA. Più del 30% della popolazione mondiale sarebbe stata sensibilizzata a seguito di un'esposizione a prodotti tossici presenti nell'ambiente. Fra i paesi più colpiti, tutti i grandi paesi industrializzati, dal Nord America all'Europa".

Albert Donnay della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e dell'MCS Referral and Resources,2 Baltimore, Maryland, scrive in un articolo apparso sul Journal of Toxicology "Dato che i dati epidemiologici di tre stati (americani, nda) pone la prevalenza della sensibilità chimica multipla fra il 16 e il 33% della popolazione generale, di cui fra il 2 e il 6% è stata fatta una diagnosi di MCS, si tratta di una vera e propria epidemia nascosta che merita l'attenzione prioritaria dei ricercatori sanitari e dei legislatori. I tossicologi industriali sono sollecitati a lavorare per ridurre ed eliminare l'uso delle fragranze sintetiche, dei composti chimici sensibilizzanti e altri fattori irritanti nei prodotti di consumo e negli ambienti occupazionali".

L'Istituto Nazionale per la Salute Ambientale americano ha riconosciuto la malattia nel 1999 definendola "una malattia cronica ricorrente causata dall'incapacità dell'individuo di tollerare una sostanza chimica o una classe di sostanze chimiche estranee presenti nell'ambiente", proponendo, inoltre, una più indicata definizione della malattia stessa: Intolleranza Ambientale Idiopatica.

L'allergologia, invece, tende a ritenere l' MCS una malattia psichiatrica giacché le reazioni non sono IgE-mediate, o lo sarebbero solo in parte, ma più della metà degli articoli scientifici peer-reviewed sulla MCS supporta la tesi che abbia una base organica, mentre meno di un quarto sostiene la tesi psichiatrica, un mistero che chiariremo in seguito.

MCS intro2Di sicuro l'MCS è una malattia estremamente scomoda per settori importanti dell'industria, da quella chimica e meccanica alla farmaceutica, passando per l'industria dei cosmetici e quella agro-alimentare. Questi ammalati, visibilmente danneggiati dal contatto con gli inquinanti presenti nell'aria e nei prodotti d'uso quotidiano, incarnano una denuncia che dovrebbe spingere al rinnovamento l'industria e all'eliminazione dei prodotti chimici dannosi, per impedire il probabile, avvertono i ricercatori della patologia, moltiplicarsi dei casi.

Tale incertezza diagnostica, alimentata dal fatto che i pazienti di MCS costituiscono la prova, la pistola fumante del livello allarmante d'inquinamento del nostro ambiente, fa sì che siano gli ammalati a pagarne lo scotto. Oltre a soffrire di una malattia invalidante potenzialmente letale, essa non è riconosciuta dal sistema sanitario nazionale italiano. Di conseguenza, in Italia questi ammalati si sono visti negare per decenni il riconoscimento dello status di pazienti e le cure urgenti di cui necessitano, oltre ad incontrare un'ostilità e un'indifferenza diffuse.

La patologia gode, al contrario, di un riconoscimento a livello mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che l'ha inclusa nella classificazione internazionale delle malattie ICD-10 sotto il codice T 78.4 e anche sotto il codice J 68.9.

La ricerca genetica più recente dovrebbe mettere fine allo sterile dibattito in quanto le ultime scoperte evidenziano che la sensibilità chimica multipla è causata da una sinergia fra alterazioni genetiche ed esposizione ad una moltitudine di agenti chimici tossici presenti nell'ambiente. Per di più, numerosi composti chimici tossici sarebbero in grado di alterare i geni stessi, trasformandoli in geni suscettibili. Una volta che i geni si siano modificati, basta un'esposizione successiva a qualsiasi composto chimico tossico per scatenare l'MCS.

Ma si tratta di variazioni genetiche già presenti alla nascita o epigenetiche, vale a dire causate dall'ambiente dopo la nascita? Nella prima ipotesi, l'aumento dei casi, seppur si tratti sempre di una possibilità estremamente grave, sarebbe circoscrivibile a coloro che presentano una predisposizione genetica. In caso contrario l'aumento potrebbe diventare proporzionale alla crescita degli inquinanti ambientali.....

Pongo la domanda ad uno dei maggiori esperti mondiali della patologia, il Prof. Giuseppe Genovesi. Il professore è responsabile del Centro regionale per la diagnosi e la terapia della Sensibilità Chimica Multipla del Policlinico Umberto I di Roma e dell'IDI, Istituto dermopatico dell'Immacolata, un istituto raro in Italia, dato che possiede le competenze necessarie a curare la patologia e i laboratori adeguati ad accogliere questi pazienti, intolleranti a tutte le sostanze chimiche sintetiche tossiche presenti anche nei normali ospedali.

Prof. Genovesi: Vi è una predisposizione genetica alla nascita, ma ogni predisposizione genetica viene slatentizzata da cause ambientali. La predisposizione genetica non si esprime in forma di malattia senza la concausa del contesto ambientale. In più, si dà il caso che in determinate circostanze l'inquinamento sia tale da provocare al soggetto un'alterazione genetica ex novo, cioè che non era presente alla nascita, che lo fa ammalare. In genere, all'origine vi può essere una mutazione del DNA ad opera di sostanze tossiche ambientali. L'esposizione a sostanze tossiche crea un legame con pezzi di DNA, producendo enzimi malfunzionanti. E' come un nastro su cui sono registrate delle canzoni: se su certi pezzi di questo nastro sono cadute ad esempio delle sostanze che impediscono la lettura, il nastro non funzionerà bene. Le sostanze che impediscono la lettura del nastro sono le sostanze tossiche che si attaccano alla catena del DNA.

Perché la malattia è riconosciuta solo da un numero esiguo di paesi?
Prof. Genovesi: Poiché alcuni sintomi dell'MCS sono sintomi psichici, in quanto le sostanze tossiche influiscono anche sul cervello provocando, ad esempio, depressione o un disturbo ossessivo-compulsivo, i pazienti sono molto spesso scambiati per malati psichici. Però è in corso un sempre maggior riconoscimento all'estero della malattia. USA, Canada, Australia, Austria, Germania e in ambiti regionali della maggior parte degli stati europei. In Italia, dove il riconoscimento è avvenuto in sole tre regioni – Lazio, Umbria e Marche, con evidente disparità di trattamento dei cittadini in funzione della regione di residenza - siamo molto latitanti. In Emilia Romagna vi era un centro che però serviva più da raccolta dati che non da centro diagnostico e cura.

In che stato è il cosiddetto contesto slatentizzante di questa patologia, l'ambiente in cui viviamo?
Prof. Genovesi: La predisposizione genetica non si manifesterebbe mai in malattia su un'isola del Pacifico dove le persone respirano aria pulita e si nutrono di cibo non contaminato. Il nostro ambiente è pessimo sotto vari punti di vista: dell'aria che respiriamo, ma ancor più, del cibo che mangiamo, in quanto siamo esposti a tutti i tipi di sostanze tossiche: dai pesticidi ed erbicidi ai conservanti e coloranti, ad un'esposizione eccessiva a determinate proteine come il glutine che nel grano antico era presente solo nel 10-20%, mentre nel grano moderno, irradiato con raggi gamma per far sì che la pasta non scuocia, la percentuale di glutine è salita fino al 50%.

Per approfondimenti sull'MCS e le scoperte del prof Genovesi guardate il video pubblicato nel mio blog

Allergia Ep.1:L'esercito degli allergici

Allergia Ep.2:Il rebus dell'inquinamento

Allergia Ep.3: Allergia e sterilizzazione dell'ambiente

Allergia Ep. 4: L'allergia nel piatto, 1a parte

Ep. 5 L'allergia nel piatto, tutti i colpevoli

Un punto di vista molto diverso sulle cause dell'allergia: Dr Rau, video in lingua inglese

BIBLIOGRAFIA E FONTI
- Allergy, the History of a Modern Malady, Mark Jackson;
- Not All in the Mind, Richard Mackarness;
- Christiane Tourtet, B. A. Founder/President International MCS/EMS Awareness 
- On the Recognition of Multiple Chemical Sensitivity in Medical Literature and Government Policy*
  Nuove Malattie, la Sensibilità Chimica Multipla La stampa 
- Multiple Chemical Sensitività, Dr Adrian Morris, Surrey Allergy Clinic, London http://www.allergy-clinic.co.uk/introduction-to-allergy/chemical-sensitivity/
Nuove Malattie, la Sensibilità Chimica Multipla La stampa