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idee per cambiare il mondo una news alla volta

  • La cura segreta dell'alcolismo, il Metodo Sinclair

    La cura segreta dell'alcolismo, il Metodo Sinclair

    di Patrizia Marani

    Dall’alcolismo si può guarire. Esiste una cura con il 78 per cento di probabilità di riuscita, ma è praticamente sconosciuta e quasi inutilizzata, perché?

    L’alcol è una droga che uccide una persona ogni 10 secondi. Aperitivi, happy hours, brindisi a ogni ricorrenza: vino e bevande alcoliche sono associati nel nostro immaginario a momenti gioiosi, di festa, non al rischio che essi comportano. Eppure l’alcolismo è la terza piu' importante causa di morte al mondo, con 3 milioni e 300.000 morti ogni anno (OMS Report 2012).

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  • Immunità di gregge: chimera o realtà?

    Immunità di gregge: chimera o realtà?

    di Patrizia Marani 

    La vaccinologia è una branca della medicina in piena fioritura. Nata per rinforzare le difese naturali di fronte a veri flagelli dell’umanità come il vaiolo, responsabile ogni anno fino agli anni ‘60 di decine di milioni di morti e invalidi, questa scienza medica ha allargato enormemente il proprio campo d’azione in un periodo storico in cui le malattie infettive pericolose, soppiantate dalle malattie croniche, paiono vieppiù un ricordo del passato. Perche' mai?

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  • Germi ed enigmi

    Germi ed enigmi

    di Patrizia Marani

    E' veramente utile vaccinare i nostri figli? Qual è il reale e aggiornato rapporto rischi-benefici delle vaccinazioni? E sono davvero indispensabili tutti i vaccini obbligatori e raccomandati? Un'altra puntata della nostra serie dedicata allo spinosissimo tema in cui ci sforzeremo di penetrare attraverso la nebbia di conflitto che circonda le vaccinazioni di massa, per trovare i nudi fatti, sovente sottaciuti o sommersi da una fitta coltre di polemiche.

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  • 5 domande per un allevatore

    5 domande per un allevatore

    di Federico Marino

    PARLIAMO DI CARNE "SOSTENIBILE" Non mangiare carne rappresenta un avanzamento di civiltà perché pone fine alla violenza sugli animali e non è più sostenibile per il pianeta? Sicuramente 7 miliardi di persone che mangiano ogni giorno carne e lo fanno più volte al giorno non sono sostenibili. Mangiarne poca, ma di qualità eccellente può essere il il segreto per ottenere una salute ottimale. Ma come conoscere davvero la qualità della carne che mangiamo? Le regole d'oro sono due: 1. conoscerne la provenienza; 2. porre all'allevatore alcune, fondamentali domande. 

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  • La rivoluzione delle forchette

    La rivoluzione delle forchette

    di Patrizia Marani

    Scrive T. Colin Campbell a proposito di uno studio memorabile da lui diretto: Eravamo in grado di accendere o spegnere lo sviluppo del cancro semplicemente variando i livelli di proteine animali nella dieta. Allo scorso "Sana" a Bologna è stato in collegamento video lo scienziato autore di The China Study, il libro che può scuotere l’alimentazione occidentale dalle fondamenta e, con essa, la perversa unione esistente fra governi, enti regolatori, una certa scienza e giganti dell’industria agroalimentare e farmaceutica.

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  • Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    di Federico Solimando

    “Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande". Il presidente francese François Hollande ha perfettamente ragione. Soprattutto alla luce dello storico accordo siglato alla COP21, la Conferenza mondiale sulla lotta al cambiamento climatico di Parigi, che si è appena conclusa e che ha fissato, sia pure con tutti i limiti del caso, un punto di svolta per il futuro ambientale della Terra. L'obiettivo dell’incontro era nientepopodimeno quello di evitare un disastro climatico globale: due sole settimane per decidere il futuro del nostro pianeta.  Ma qual è la reale eredità del trattato?

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  • La guerra dei vaccini

    La guerra dei vaccini

    Vaccines Andres Rueda intro
    di Patrizia Marani

    Le perdite costanti subite dalle case farmaceutiche che vedono gli eserciti dei vaccinati costantemente assottigliarsi e' probabilmente all'origine della vera e propria controffensiva promossa dalla classe politica italiana e francese, riportando alla ribalta la polemica circa la reale utilità delle vaccinazioni massificate e l'urgenza di rivalutare il rapporto rischi-benefici di ogni singolo vaccino in relazione allo stato di salute del vaccinato.

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  • Pulito è uguale a tossico

    Pulito è uguale a tossico

    Come non creare una pulitissima camera a gas facendo le pulizie

    di Patrizia Marani

    Che soddisfazione rimirare la propria opera dopo una sfacchinata di diverse ore! Il pavimento brilla, la ceramica del bagno pure e sul lavandino non c’è ombra di sporco. Lo sportello dietro il quale si cela l’armata multicolore dei detersivi si chiude con un suono secco, sigillando la fine della nostra guerra battericida. Con un sospiro di soddisfazione ci buttiamo sul sofà, inalando a pieni polmoni il micidiale cocktail chimico che abbiamo immesso nell’aria e che sarà ben presto condiviso da tutta la famiglia, neonati e bambini inclusi.....

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  • Carne tossica?

    Carne tossica?

    di IlReE'Nudo

    Il braccio armato dell’OMS contro il cancro, la IARC, dopo un’analisi approfondita di più di 800 studi scientifici, ha definito cancerogene le carni rosse e quelle lavorate, ma lo sono davvero?

    Quanto bisogna prendere sul serio la relazione dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro?

    Com’è possibile che alimenti basilari della dieta occidentale, mangiati per secoli dai nostri avi, siano cancerogeni? E che tocchi proprio a noi dovervi rinunciare?

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  • Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    di IlReèNudo

    Abbiamo già scritto tanto noi di Perché Bio sulla plastica, ma ora desideriamo approfondire assieme a voi la conoscenza di articoli d’enorme diffusione: stoviglie e posateria in plastica. Che cosa ci mangiamo o beviamo, assieme ad alimenti e bevande, quando usiamo piatti, bicchieri e posate di plastica?

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  • Mortadella s-velata

    Mortadella s-velata

    di Patrizia Marani

    Togliamo il coperchio a come viene davvero prodotto il nostro cibo. Ricetta antica e moderna a confronto. Tutti gli additivi nocivi della mortadella industriale

    Che si tratti della fragrante mortadella fatta affettare al banco, o quella confezionata in vaschette di plastica già affettata, la famiglia italiana media consuma questo alimento della tradizione culinaria italiana in quantità, tanto è vero che in Italia se ne producono ben 174.000 tonnellate.

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  • Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    di Patrizia Marani

    ..quando si schiudono
    come verdi campane e si ributtano
    indietro e si disciolgono. Eugenio Montale, Mediterraneo

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  • Omega 3, il Re perduto

    Omega 3, il Re perduto

    di Patrizia Marani

    A PROPOSITO DI CARNE TOSSICA: oltre alla chimica usata nell'allevamento industriale, esiste pure un altro problemuccio, il fatto che animali erbivoli sono ora nutriti con cereali per farli aumentare di peso. Ciò ha comportato la perdita nella dieta umana dei preziosi Omega-3, un cambiamento tettonico della nostra alimentazione che può essere all'origine di parecchi malanni.  E' possibile però recuperarli scegliendo gli alimenti giusti e di cui conosciamo le modalità di coltivazione o allevamento.

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  • Rifiuti alimentari: 6 consigli per fermare lo spreco

    Rifiuti alimentari: 6 consigli per fermare lo spreco

    Nella giornata mondiale dell'alimentazione, riceviamo da Helping e MyFoody - e pubblichiamo - il seguente comunicato stampa su come ridurre gli sprechi alimentari riducendo, di conseguenza, il budget da investire per nutrirci. Risparmiare sugli sprechi alimentari è anche un'opportunità per migliorare la qualità di quello che si acquista!  

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  • Buona notte

    Buona notte

    di Patrizia Marani

     

    TUTTI I SEGRETI DEL SONNO E COME TRARNE I MASSIMI BENEFICI C'è una ragione per cui ci si sveglia sempre alla stessa ora e, maledizione, anche alla domenica. E c'è anche una ragione perché quei mocciosi si lagnano per una sola mezz'oretta di ritardo della cena. Il corpo umano brama routine: dategli orari fissi per i pasti, per l'esercizio fisico e, soprattutto, l'orario in cui si va a letto e ci si risveglia e lui vi ricompenserà con un'ottimo equilibrio psicofisico. Ma perché mai?

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  • 'A trivella

    'A trivella

    di Maurizio Marna

     
    Negli ultimi 125.000 anni il mare Adriatico ha contrastato il mutamento del clima, glaciazione compresa, riuscendo a mantenere quasi intatte le prerogative di mare 'chiuso'. Tuttavia dove non poterono i grandi eventi naturali, poté l'uomo con la sua attività legata alla industrializzazione. A partire dal 1970, infatti, lo sfruttamento dell'Adriatico ha determinato profonde mutazioni della biodiversità e provocato danni sia alla flora sia alla fauna marine. Adesso l'oro nero, nonostante il forte ribasso dei prezzi, torna a 'ingolosire' alcuni paesi di quella fascia costiera: sarà il colpo di grazia?

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  • Natura chiama auto

    Natura chiama auto

    Parte prima

    di Maurizio Marna

     
    "La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni", diceva qualcuno. Quella che ogni giorno percorrono gli automobilisti italiani, pure. Le buone intenzioni di chi guida (speriamo), nonostante il basso costo del petrolio, sembrano vanificate dai prezzi di benzina e diesel, ostaggio delle 'eterne' accise statali, i cui valori sono in proporzione più alti. Tutto ciò basta a bloccare un pieno di carburante?

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  • L'AgriCittà

    L'AgriCittà

    di Maurizio Marna

     

    Può sembrare un controsenso parlare di riconversione agricola delle città e delle aree periurbane, ma non lo è. Periurbane ??? Cosa vuol dire questo aggettivo? Un bel po' spiazzati siamo andati a scoprirne, prima di scriverlo, il significato: "...zone di territorio in cui città e campagna si intersecano chiaramente, ospitanti la maggior parte della crescita urbana secondo schemi spesso convulsi". L'ECO SVILUPPO CITTADINO, insomma, passa anche da qui.

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  • Lavoro? GREEN!

    Lavoro? GREEN!

    di Biosight

     

     In Italia, oggi giorno, il lavoro sembra l'Eldorado : tutti ne hanno sentito parlare, nessuno l'ha mai visto. Le statistiche dei disoccupati, in particolare giovani, sono esplicite e purtroppo desolanti. Occorre non rassegnarsi, comunque, a ritenere ineluttabile la situazione.

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La catena della vita

I nostri rifiuti rientrano in noi attraverso gli animali, i vegetali e l’acqua di cui ci nutriamo, perché l'essere umano non vive in isolamento, ma è un anello della lunga catena della vita. Ne consegue che  l'acquisto consapevole e una corretta gestione dei rifiuti sono azioni strettamente collegate al benessere e alla sopravvivenza nostra e dei nostri figli.

L'emergenza rifiuti che è sotto gli occhi di tutti trae origine da tre aspetti principali strettamente collegati che caratterizzano la demografia e l'economia moderne: i'aumento demografico, l'industrializzazione e il consumo irriflessivo e telediretto. A ciò si è recentemente aggiunta l'obsolescenza programmata.

IL PROBLEMA DEMOGRAFICO Crescete e moltiplicatevi, disse Domineddio, e così, obbedienti, abbiamo fatto. C'è voluto un po' di tempo, però. Correva l'anno 1 d.C. e, su tutto il globo terracqueo, individuo più individuo meno, vivevano duecento milioni d'esseri umani. Il traguardo del primo miliardo l'abbiamo tagliato solo milleottocentotre (1803) anni dopo, nel 1804. In poco più dei cento anni successivi (100) siamo cresciuti di un altro miliardo, toccando nel 1927 quota due miliardi. Ma poi in soli trent'anni (30), nel 1957, tagliavamo il traguardo dei 3 miliardi. Nell'arco della mia vita, in poco più di 50 anni, siamo cresciuti di altri 4 miliardi. Quasi un miliardo in più di persone ogni dieci anni! Nel 2012 abbiamo superato la soglia dei sette miliardi d'individui. Si tratta di un cambiamento radicale di prospettiva.
L'impatto ambientale di tale incremento, unito all'adozione pressoché universale del modello di sviluppo consumistico occidentale, è stato devastante. L'industria e l'agricoltura industriali, al fine di sostenere la vita e soddisfare i bisogni di un numero vieppiù sterminato di popolazione umana che abbracciava il modello consumistico, hanno immesso nell'ambiente milioni di tonnellate di sostanze chimiche. La gestione dei rifiuti di una società di consumatori di beni primari che necessitano di confezionamento e di trasporto nei luoghi di consumo è divenuta una delle sfide più ardue mai affrontate, assieme al controllo di una marea crescente di acque reflue, sature di composti chimici sintetici non biodegradabili, frutto della rivoluzione chimica del ventesimo secolo.

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA Vi siete mai chiesti perché quelle salatissime scarpe da trekking a un annetto dall’acquisto siano già così sgarrupate? O come sia possibile che quel paio di jeans, per definizione resistenti, di marca (italiana, ma made in China), che lavate a mano per non rovinarli, siano già logori dopo soli dieci mesi d’uso? O perché a soli tre-quattro anni dall’acquisto, il vostro magnifico Mac dia già dei problemi di compatibilità? Non solo le industrie hanno prodotto per soddisfare i bisogni di una demografia in espansione vertiginosa. Esse hanno creato “bisogni” inesistenti, giacché il modello di sviluppo attuale può reggersi solo se supportato da una crescita continua dei consumi, come se le risorse terrestri fossero infinite, come se fossimo dotati di un pianeta illimitato. Ma ora, per accelerare il ricambio dei prodotti di consumo e indurci a consumare di più, alle cartucce della persuasione pubblicitaria è stata aggiunta una bomba, l’obsolescenza programmata, grazie alla quale un prodotto, soprattutto quelli elettronici, viene progettato e costruito con una data di morte oltre la quale diviene obsolescente, vale a dire non più utilizzabile o alla moda, costringendo in tal modo “il consumatore a provare il bisogno di acquistare nuovi prodotti o servizi che il produttore lancia in sostituzione dei vecchi”*. Eserciti di designer industriali sono quotidianamente al lavoro per riuscire in tale impresa, anziché per progettare ogni prodotto affinché a fine-vita si reintegri perfettamente con la natura. Alla faccia del design responsabile e delle montagne di rifiuti, in particolare elettronici, che stanno invadendo il pianeta, avvelenandolo! La sfida è tanto più inaffrontabile quanto più l’impresa non viene chiamata, oltre che a generare profitto per gli azionisti, ad assumere una responsabilità sociale e ambientale. Resistenza a oltranza: oggi domenica 10 luglio 2016 vi scrivo dal mio obsolescente Mac del 2009.

Crediti 4ocima

IL CICLO CHIUSO PERFETTO DELLA VITA NATURALE Durante spedizioni in zone isolate del mondo, ho avuto modo di osservare popolazioni che vivono in modo ancora primitivo. I rifiuti, in sostanza, non esistevano e la gestione delle deiezioni umane era di semplice soluzione. Nell'alto Himalaya nepalese, la vicinanza ad un villaggio in cui vivevano poche centinaia di persone, dove avremmo potuto trovare qualche forma minima di ricovero, si misurava dalla quantità di feci che s'incontravano sul nostro cammino. Le scene idilliache di donne al bagno nei fiumi, di Cezanniana memoria, avevano ben presto perso per noi ogni fascino, dopo la scoperta di prima mano che il fiume era usato da latrina a cielo aperto.
Lo stesso accadeva in alcuni villaggi remoti dell'Orissa in India. Il ricordo-incubo di quell'esplorazione, che infranse definitivamente la mia idea romantica della vita "selvaggia" di nota matrice rousseauiana, mi riporta alla mente una notte quasi insonne trascorsa a rigirarmi sul pavimento in terra battuta della capanna ospite e un risveglio ancor meno romantico quando mio marito e io ci rendemmo conto che la digestione del totalmente biodegradabile pasto della sera precedente – pesce appena pescato, verdura e frutta raccolte poco prima della cena - stava producendo i suoi inevitabili effetti. Quando, con una certa urgenza chiedemmo:"The toilet???" ci venne indicata la spiaggia. Volgendoci, scorgemmo una folla di persone accucciate lungo la riva del mare, appena distinguibili nella tenue luce del sole levante, a cui dovemmo volenti o nolenti unirci, facendo ben attenzione a dove mettevamo i piedi....Con un numero sparuto e costante di abitanti, questa semplice strategia di reintegrare le deiezioni nell'ambiente naturale, seppur poco poetica, risulta efficace, e l'impronta umana nell'ambiente è pressoché inesistente. Con quest’aneddoto desidero porre l’accento sul ciclo chiuso della vita naturale.
In occidente, con la nascita delle città antiche e un numero crescente d'individui concentrati in esse, si è ben presto dovuto creare un sofisticato sistema di gestione delle acque reflue, che è stato affinato nei secoli, con pericolosi alti e bassi. Ma i racconti orali degli anziani che l’hanno vissuta, dipingono il quadro di una società contadina dei primi decenni del 900 che restituiva ancora alla natura tutto ciò che da essa riceveva, in un ciclo chiuso perfetto. Ogni cosa era "natura" e ad essa ritornava. Del pari ai pescatori indiani, i pochi rifiuti che una famiglia produceva divenivano alimenti per gli animali domestici, i cui scarti a loro volta andavano a fertilizzare l'orto o i terreni coltivati e via di seguito. Persino l'acqua del lavaggio di piatti e pentole, trasformata in una broda alla quale venivano mescolati residui di cibo, era data in pasto ai maiali. La vera soluzione di continuità si ha con l'avvento dell'era della chimica sintetica che ha generato un'enorme mole di scarti, rifiuti e liquami incapaci di reintegrarsi nel ciclo naturale, conducendoci sull'orlo della catastrofe ambientale.

SIAMO CIO' CHE CONSUMIAMO

Quando gettiamo via qualcosa, dobbiamo domandarci sempre cosa significa quel "via". Dove vanno i nostri rifiuti, gli scarti industriali? La maggior parte di essi, con le attuali tecnologie di incenerimento, seppellimento e riciclo, si diffondono nell'aria, nell'acqua e nel sottosuolo, inquinandoli.
Eppure la qualità e l'integrità del suolo sono straordinariamente importanti per la nostra salute. Per capire perché, è necessario visualizzare l'essere umano non come isolato dal tutto, ma come parte del tutto. I nostri scarti e rifiuti arrivano al mare o nel suolo, del pari a quelli dei pescatori primitivi. Se nel remoto villaggio indiano ciò è più evidente, l'uomo "civilizzato" è nondimeno una maglia della grande rete universale della vita e l'anello in cima alla catena alimentare degli esseri viventi.

SIAMO CIO' CHE CONSUMIAMO E MANGIAMO Quando gettiamo via qualcosa, dobbiamo domandarci sempre cosa significa quel "via". Dove vanno i nostri rifiuti, gli scarti industriali? La maggior parte di essi, con le attuali tecnologie di incenerimento, seppellimento e riciclo, si diffondono nell'aria, nell'acqua e nel sottosuolo, inquinandoli.
Eppure la qualità e l'integrità del suolo sono straordinariamente importanti per la nostra salute. Per capire perché, è necessario visualizzare l'essere umano non come isolato dal tutto, ma come parte del tutto. I nostri scarti e rifiuti arrivano al mare o nel suolo, del pari a quelli dei pescatori primitivi. Se nel remoto villaggio indiano ciò è più evidente, l'uomo "civilizzato" è nondimeno una maglia della grande rete universale della vita e l'anello in cima alla catena alimentare degli esseri viventi..

Michael Pollan, nel suo splendido libro "In difesa del cibo" descrive magistralmente l’intima relazione d’interdipendenza che lega indissolubilmente chi mangia a chi è mangiato in un rapporto quasi simbiotico e, persino, di coevoluzione. Ti nutro se tu spargi i miei semi/geni e per attrarti mi evolverò, stordendoti con i miei aromi, stregandoti con i miei colori, sussurra la pianta. L'animale, dal canto suo, acquisirà nel tempo gli strumenti digestivi necessari a sfruttare al meglio l'ammaliante pianta o frutto. Non è un caso che la frutta, al momento della maturazione, quando è al massimo del potere nutritivo, sia anche più profumata e colorata. I sensi erano, infatti, la guida più infallibile delle nostre scelte alimentari. Del pari, il latte delle mucche è stato per noi umani assolutamente inutilizzabile sino a che gli allevatori di bovini non hanno sviluppato la capacità di digerirlo, qualità che si è in seguito affermata per la nostra specie attraverso la selezione naturale.

Crediti Dieter van Baarle

Pertanto, il vigore e la salute di ogni maglia della rete alimentare discendono da quella delle altre, il benessere di ogni anello della catena da quello dell'anello precedente.

Se il suolo è contaminato da composti persistenti come la diossina o i PCB o dai residui di certi pesticidi, l'erba e le verdure che vi nasceranno custodiranno in sé quei composti velenosi. Sospinti dalle piogge, i veleni chimici tenderanno a penetrare sempre più in profondità, insinuandosi nelle miniere d'acqua potabile del sottosuolo. La mucca che pascola su quel terreno si nutrirà di erba o fieno contaminati. I contaminanti passeranno dal fieno al corpo del bovino che, nel caso di sostanze lipofiliche, tenderà ad accumularli nei tessuti adiposi. Il fenomeno è detto di bioaccumulo.

Inoltre, ogni volta che si sale di un anello la catena alimentare le quantità di residui tossici aumentano. Si tratta di un processo detto di biomagnificazione. La carne, il latte e i formaggi che ne derivano conterranno milioni di parti in più di composti chimici rispetto ai vegetali ingeriti. All'uomo, che si trova in cima alla catena ed è onnivoro, arriveranno l'acqua, le verdure, le carni, il latte e i prodotti caseari, ciascuno con il proprio corredo di tossine.
"La salute personale non può essere separata da quella dell'intera rete alimentare," scrive infatti Pollan.

Similmente, i "miracolosi" composti chimici sintetici che hanno dato vita alla messe infinita di beni che semplificano e migliorano la qualità della nostra esistenza possono rientrare in noi, ad esempio attraverso l'aria contaminata dall'inceneritore che li brucia. Noi siamo ciò che consumiamo. La qualità e la salubrità di ciò che consumiamo - in termini di aria, acqua, cibo e prodotti d'uso quotidiano -, sono strettamente concatenate con le condizioni della nostra salute.

Cibo Vero

COSA POSSO FARE IO?

Le autrici di "The Toxic Consumer" Ashton e Salter Green suggeriscono una regola generale che deve guidare le nostre scelte alimentari: sforzarsi di mangiare quanto più in basso possibile della catena alimentare, quindi in prevalenza vegetali. "Cercate di tenere in mente - scrivono le autrici - che il cibo di cui ci nutriamo è generalmente soggetto al fenomeno di bioaccumulo e biomagnificazione. Persino la carne e il pesce organici, occupando le maglie più alte della catena alimentare, conterranno concentrazioni significative dei prodotti chimici tossici più comuni. Con questo non vogliamo sostenere il vegetarianismo, ma il consumo moderato, l'equilibrio e un regime alimentare salutare" e quanto più vario.” (cerca pagina della citazione)

Riguardo al problema dei rifiuti, invece, va pure affrontato a monte, al momento del consumo. Quando acquistiamo un prodotto, dovremmo domandarci se ci serve davvero, se è un bisogno indotto o reale e, in seguito, quale sarà il ciclo di vita del prodotto, procedendo all’acquisto solo se è riutilizzabile, riciclabile, compostabile o biodegradabile. Fate attenzione perché la parola biodegradabile viene usata in modo ingannevole. Non basta che, con l’azione degli agenti atmosferici, si frammenti. Affinché un oggetto possa essere definito “biodegradabile” le sue molecole devono reintegrarsi interamente e in tempi limitati ai materiali presenti in natura. La nostra idea di consumo andrebbe, quindi, totalmente ripensata, ritornando a seguire la bussola di ciò che è veramente necessario, privilegiando i prodotti sfusi e opponendo resistenza ad oltranza all’obsolescenza programmata.

I tanti contenitori alimentari in plastica sono riciclabili? E dopo il riciclo che accade ad essi?

Dobbiamo domandarci che ne è delle stesse acque reflue, cariche di residui di medicinali – dagli antibiotici o gli ansiolitici agli ormoni presenti nelle pillole anticoncezionali - che rientrano nella nostra catena alimentare: abbiamo veramente bisogno di tanti medicinali? E in quale quantità? E’ proprio necessario acquistare quel nuovo cellulare o quel computer o possiamo resistere a oltranza, mostrando alle aziende che non è poi così facile pilotarci? Le conseguenze di decenni di consumo inconsapevole, irresponsabile e pilotato dall’industria sono state la contaminazione dell’aria che respiriamo, del cibo di cui ci nutriamo, dell’acqua che beviamo. Il pianeta è ormai carico di tossine di fabbricazione umana. E il nostro corpo pure. Però è possibile recuperare.

 

Patrizia Marani

 

Per approfondimenti:

Ecodizionario dei rifiuti

I colori dell'inquinamento, i toni del riciclo: smaltire la carta

Chi ama non brucia: gli inceneritori

Alla carica della discarica

Video sulla raccolta differenziata: cosa va e cosa non va nell'umido

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE:

The Toxic Consumer, Ashton & Elizabeth Salter-Green

In difesa del cibo, il manifesto della buona alimentazione, Michael Pollan

Il Manifesto della Lunga Vita di Francesco Marotta, Paolo Marandola

The Zeitgeist Movement Defined: Realizing a New Train of Thought

Planned Obsolescence, The Economist on line 

Crediti fotografici:

 

 

 

 

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