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idee per cambiare il mondo una news alla volta

  • Alluminio, tutte le fonti e come evitarle

    Alluminio, tutte le fonti e come evitarle

    A cura della Redazione

    L’alluminio è attualmente il metallo più comunemente e ampiamente usato sulla terra e si può essere esposti ad esso attraverso una miriade di fonti. La ricerca scientifica più recente, se da un lato ha trovato un collegamento sempre più certo fra esposizione all’alluminio e Alzheimer, dall’altro suggerisce che è possibile proteggersi dalla malattia e, addirittura, prevenirla riducendo l’esposizione all’alluminio nel nostro ambiente quotidiano. Conoscere il nemico per neutralizzarlo.

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  • La cura segreta dell'alcolismo, il Metodo Sinclair

    La cura segreta dell'alcolismo, il Metodo Sinclair

    di Patrizia Marani

    Dall’alcolismo si può guarire. Esiste una cura con il 78 per cento di probabilità di riuscita, ma è praticamente sconosciuta e quasi inutilizzata, perché?

    L’alcol è una droga che uccide una persona ogni 10 secondi. Aperitivi, happy hours, brindisi a ogni ricorrenza: vino e bevande alcoliche sono associati nel nostro immaginario a momenti gioiosi, di festa, non al rischio che essi comportano. Eppure l’alcolismo è la terza piu' importante causa di morte al mondo, con 3 milioni e 300.000 morti ogni anno (OMS Report 2012).

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  • Immunità di gregge: chimera o realtà?

    Immunità di gregge: chimera o realtà?

    di Patrizia Marani 

    La vaccinologia è una branca della medicina in piena fioritura. Nata per rinforzare le difese naturali di fronte a veri flagelli dell’umanità come il vaiolo, responsabile ogni anno fino agli anni ‘60 di decine di milioni di morti e invalidi, questa scienza medica ha allargato enormemente il proprio campo d’azione in un periodo storico in cui le malattie infettive pericolose, soppiantate dalle malattie croniche, paiono vieppiù un ricordo del passato. Perche' mai?

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  • Germi ed enigmi

    Germi ed enigmi

    di Patrizia Marani

    E' veramente utile vaccinare i nostri figli? Qual è il reale e aggiornato rapporto rischi-benefici delle vaccinazioni? E sono davvero indispensabili tutti i vaccini obbligatori e raccomandati? Un'altra puntata della nostra serie dedicata allo spinosissimo tema in cui ci sforzeremo di penetrare attraverso la nebbia di conflitto che circonda le vaccinazioni di massa, per trovare i nudi fatti, sovente sottaciuti o sommersi da una fitta coltre di polemiche.

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  • 5 domande per un allevatore

    5 domande per un allevatore

    di Federico Marino

    PARLIAMO DI CARNE "SOSTENIBILE" Non mangiare carne rappresenta un avanzamento di civiltà perché pone fine alla violenza sugli animali e non è più sostenibile per il pianeta? Sicuramente 7 miliardi di persone che mangiano ogni giorno carne e lo fanno più volte al giorno non sono sostenibili. Mangiarne poca, ma di qualità eccellente può essere il il segreto per ottenere una salute ottimale. Ma come conoscere davvero la qualità della carne che mangiamo? Le regole d'oro sono due: 1. conoscerne la provenienza; 2. porre all'allevatore alcune, fondamentali domande. 

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  • La rivoluzione delle forchette

    La rivoluzione delle forchette

    ovvero THE CHINA STUDY

    di Patrizia Marani

    Scrive T. Colin Campbell a proposito di uno studio memorabile da lui diretto: Eravamo in grado di accendere o spegnere lo sviluppo del cancro semplicemente variando i livelli di proteine animali nella dieta. Allo scorso "Sana" a Bologna è stato in collegamento video lo scienziato autore di The China Study, il libro che può scuotere l’alimentazione occidentale dalle fondamenta e, con essa, la perversa unione esistente fra governi, enti regolatori, una certa scienza e giganti dell’industria agroalimentare e farmaceutica.

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  • Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    di Federico Solimando

    “Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande". Il presidente francese François Hollande ha perfettamente ragione. Soprattutto alla luce dello storico accordo siglato alla COP21, la Conferenza mondiale sulla lotta al cambiamento climatico di Parigi, che si è appena conclusa e che ha fissato, sia pure con tutti i limiti del caso, un punto di svolta per il futuro ambientale della Terra. L'obiettivo dell’incontro era nientepopodimeno quello di evitare un disastro climatico globale: due sole settimane per decidere il futuro del nostro pianeta.  Ma qual è la reale eredità del trattato?

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  • La guerra dei vaccini

    La guerra dei vaccini

    di Patrizia Marani

    Le perdite costanti subite dalle case farmaceutiche che vedono gli eserciti dei vaccinati costantemente assottigliarsi e' probabilmente all'origine della vera e propria controffensiva promossa dalla classe politica italiana e francese, riportando alla ribalta la polemica circa la reale utilità delle vaccinazioni massificate e l'urgenza di rivalutare il rapporto rischi-benefici di ogni singolo vaccino in relazione allo stato di salute del vaccinato.

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  • Pulito è uguale a tossico

    Pulito è uguale a tossico

    Come non creare una pulitissima camera a gas facendo le pulizie

    di Patrizia Marani

    Che soddisfazione rimirare la propria opera dopo una sfacchinata di diverse ore! Il pavimento brilla, la ceramica del bagno pure e sul lavandino non c’è ombra di sporco. Lo sportello dietro il quale si cela l’armata multicolore dei detersivi si chiude con un suono secco, sigillando la fine della nostra guerra battericida. Con un sospiro di soddisfazione ci buttiamo sul sofà, inalando a pieni polmoni il micidiale cocktail chimico che abbiamo immesso nell’aria e che sarà ben presto condiviso da tutta la famiglia, neonati e bambini inclusi.....

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  • Carne tossica?

    Carne tossica?

    di IlReE'Nudo

    Il braccio armato dell’OMS contro il cancro, la IARC, dopo un’analisi approfondita di più di 800 studi scientifici, ha definito cancerogene le carni rosse e quelle lavorate, ma lo sono davvero?

    Quanto bisogna prendere sul serio la relazione dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro?

    Com’è possibile che alimenti basilari della dieta occidentale, mangiati per secoli dai nostri avi, siano cancerogeni? E che tocchi proprio a noi dovervi rinunciare?

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  • Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    di IlReèNudo

    Abbiamo già scritto tanto noi di Perché Bio sulla plastica, ma ora desideriamo approfondire assieme a voi la conoscenza di articoli d’enorme diffusione: stoviglie e posateria in plastica. Che cosa ci mangiamo o beviamo, assieme ad alimenti e bevande, quando usiamo piatti, bicchieri e posate di plastica?

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  • Mortadella s-velata

    Mortadella s-velata

    di Patrizia Marani

    Togliamo il coperchio a come viene davvero prodotto il nostro cibo. Ricetta antica e moderna a confronto. Tutti gli additivi nocivi della mortadella industriale

    Che si tratti della fragrante mortadella fatta affettare al banco, o quella confezionata in vaschette di plastica già affettata, la famiglia italiana media consuma questo alimento della tradizione culinaria italiana in quantità, tanto è vero che in Italia se ne producono ben 174.000 tonnellate.

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  • Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    di Patrizia Marani

    ..quando si schiudono
    come verdi campane e si ributtano
    indietro e si disciolgono. Eugenio Montale, Mediterraneo

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  • Omega 3, il Re perduto

    Omega 3, il Re perduto

    di Patrizia Marani

    A PROPOSITO DI CARNE TOSSICA: oltre alla chimica usata nell'allevamento industriale, esiste pure un altro problemuccio, il fatto che animali erbivoli sono ora nutriti con cereali per farli aumentare di peso. Ciò ha comportato la perdita nella dieta umana dei preziosi Omega-3, un cambiamento tettonico della nostra alimentazione che può essere all'origine di parecchi malanni.  E' possibile però recuperarli scegliendo gli alimenti giusti e di cui conosciamo le modalità di coltivazione o allevamento.

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  • Rifiuti alimentari: 6 consigli per fermare lo spreco

    Rifiuti alimentari: 6 consigli per fermare lo spreco

    Nella giornata mondiale dell'alimentazione, riceviamo da Helping e MyFoody - e pubblichiamo - il seguente comunicato stampa su come ridurre gli sprechi alimentari riducendo, di conseguenza, il budget da investire per nutrirci. Risparmiare sugli sprechi alimentari è anche un'opportunità per migliorare la qualità di quello che si acquista!  

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  • Buona notte

    Buona notte

    di Patrizia Marani

     

    TUTTI I SEGRETI DEL SONNO E COME TRARNE I MASSIMI BENEFICI C'è una ragione per cui ci si sveglia sempre alla stessa ora e, maledizione, anche alla domenica. E c'è anche una ragione perché quei mocciosi si lagnano per una sola mezz'oretta di ritardo della cena. Il corpo umano brama routine: dategli orari fissi per i pasti, per l'esercizio fisico e, soprattutto, l'orario in cui si va a letto e ci si risveglia e lui vi ricompenserà con un'ottimo equilibrio psicofisico. Ma perché mai?

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  • 'A trivella

    'A trivella

    di Maurizio Marna

     
    Negli ultimi 125.000 anni il mare Adriatico ha contrastato il mutamento del clima, glaciazione compresa, riuscendo a mantenere quasi intatte le prerogative di mare 'chiuso'. Tuttavia dove non poterono i grandi eventi naturali, poté l'uomo con la sua attività legata alla industrializzazione. A partire dal 1970, infatti, lo sfruttamento dell'Adriatico ha determinato profonde mutazioni della biodiversità e provocato danni sia alla flora sia alla fauna marine. Adesso l'oro nero, nonostante il forte ribasso dei prezzi, torna a 'ingolosire' alcuni paesi di quella fascia costiera: sarà il colpo di grazia?

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  • L'AgriCittà

    L'AgriCittà

    di Maurizio Marna

     

    Può sembrare un controsenso parlare di riconversione agricola delle città e delle aree periurbane, ma non lo è. Periurbane ??? Cosa vuol dire questo aggettivo? Un bel po' spiazzati siamo andati a scoprirne, prima di scriverlo, il significato: "...zone di territorio in cui città e campagna si intersecano chiaramente, ospitanti la maggior parte della crescita urbana secondo schemi spesso convulsi". L'ECO SVILUPPO CITTADINO, insomma, passa anche da qui.

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  • Lavoro? GREEN!

    Lavoro? GREEN!

    di Biosight

     

     In Italia, oggi giorno, il lavoro sembra l'Eldorado : tutti ne hanno sentito parlare, nessuno l'ha mai visto. Le statistiche dei disoccupati, in particolare giovani, sono esplicite e purtroppo desolanti. Occorre non rassegnarsi, comunque, a ritenere ineluttabile la situazione.

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Parmigiano Reggiano: perché BIO?

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A cura della redazione

In che cosa si differenzia il parmigiano reggiano biologico da quello non bio?  Per rispondere a una domanda che tutti noi consumatori ci poniamo abbiamo intervistato Paolo Bernar dell’azienda produttrice di Parmigiano Reggiano BIOLOGICO Rio Moreno : il Parmigiano Reggiano biologico costa di più di quello non biologico. Vale davvero la spesa, soprattutto in un momento di crisi economica ?

Per noi di Perché BIO è sempre valida la massima: poco ma buono e sano, ma è davvero più buono e più sano il Parmigiano Reggiano biologico? Che lo sia dipende dagli “ingredienti” del prodotto – latte, caglio e sale – i quali dipendono dagli ingredienti indiretti, ma nondimeno importanti: salute degli animali e loro alimentazione, nonché la qualità dei terreni su cui vengono allevati. Vediamo perché.

Il Dr. Bernar appartiene a una famiglia che da generazioni produce formaggio: dal nonno che produceva Grana Padano sulle rive del Lago di Garda al padre che nell’89 inizia a produrre Parmigiano Reggiano nella campagna della provincia di Reggio Emilia, infine a lui che nel 2005 impartisce all’azienda la svolta bio.
“Di concimi chimici non ce n’è mai stato bisogno perché usiamo e abbiamo sempre usato il letame dei nostri animali, ma si è sempre rifiutato di usare anche i diserbanti. Sebbene mio padre fosse in parte già “bio”, nel senso che si rifiutava di diffondere veleni nell’ambiente in cui viveva con la sua famiglia, nel 2002 abbiamo aderito formalmente alla disciplinare che regolamenta l’agricoltura biologica e nel 2008 abbiamo aderito al disciplinare di produzione di Parmigiano Reggiano biologico. Siamo certificati ICEA”.

parmigiano small1“La prima regola che un produttore bio deve seguire è che deve esserci un equilibrio fra il numero totale di ettari di terra che l'azienda coltiva con metodo biologico e il numero di capi presenti in azienda, affinché vi sia un equilibrio fra la quantità di letame prodotta e quello che il terreno può assorbire”.

Perché Bio: Questo punto è fondamentale: anche il letame, seppur naturale, può essere inquinante perché avere delle enormi concentrazioni di capi di bestiame in uno stesso luogo è ben lungi da una situazione naturale. L’allevamento intensivo è, infatti, uno dei maggiori fattori d’inquinamento ambientale. E’ importante, quindi, che il numero di capi non sia eccessivo rispetto all’estensione del terreno e che lo sterco delle vacche sia utilizzato per la fertilizzazione. 

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Bernar: Noi siamo attentissimi all’equilibrio fra numero di animali/spazio disponibile e riutilizzo dello sterco delle parmigiano small3nostre vacche per la fertilizzazione dei terreni. Avendo tanta terra, inoltre, l’azienda produce la maggior parte dei prodotti mangiati dalle vacche”.

PB: (E’ quindi tracciabile tutto il ciclo produttivo del formaggio, il produttore ha il controllo sulla qualità dell'alimentazione dei propri animali, ma anche il consumatore - aspetto importantissimo -  può sapere esattamente qual è la qualità di ciò che mangia, informandosi presso il produttore o chiedendo di visitare la struttura). Il Parmigiano Reggiano viene prodotto oggi come in passato? Mi accenni brevemente alla storia del Parmigiano Reggiano.

Bernar: No, vi sono differenze rilevanti. Il Parmigiano Reggiano nasce centinaia di anni fa, si pensa nella zona limitrofa alla cittadina di Bibiano, allora sotto il Ducato di Parma, dall’ingegno dell’uomo che doveva trovare una soluzione al problema della conservazione del latte. Da qui il bisogno di lavorarlo. Il Parmigiano Reggiano si chiamava allora Formadio. La produzione moderna e quella antica sono molto diverse. Innanzitutto le mucche producevano latte solo durante l’estatel’inverno erano messe a riposo - e ne producevano molto meno per giorno, da 15-20 litri agli attuali 60-80. Oggi sono state selezionate delle vacche con l’unico scopo di produrre tanto latte – 60/80 litri di latte al giorno e nel corso dell’intero anno -. Quindi, le caratteristiche del latte, la materia prima del formaggio, sono molto diverse da quello di allora che era un latte molto più forte.

parmigiano small2PB: Più nutriente: se un animale produceva ca 50 litri in meno al giorno..

Bernar: Però, oggi, grazie ai controlli sia sulla qualità del latte che sulla sanità della mandria abbiamo un latte più sano. Scegliendo di fare agricoltura biologica cerchiamo di recuperare anche ciò che da tempo è andato perduto: un latte altamente nutritivo per ottenere un formaggio d’alta qualità.

PB: Un’altra differenza fra biologico e tradizionale, che si riflette ovviamente sulla qualità del latte, è l’alimentazione delle vacche..

Bernar: La selezione genetica ha cambiato gli animali, migliorando la produzione di latte prodotto ma rendendo l'animale piu vulnerabile se non alimentato e gestito correttamente. L'animale non si nutre piu solo di erba e fieno come centinaia di anni fa, ma sono stati introdotti anche i cereali in modo da garantirgli una razione alimentare adeguata. Nella nostra azienda a conduzione Biologica il fieno è ancora l'elemento preponderentae della razione giornaliera, e nel periodo che va dalla primavera all'autunno utilizziamo anche l'ebra fresca appena tagliataOvvimante nella razione quotidiana sono presenti anche cereali biologici certificati, quali il mais e l'orzo e il pisello che è proteico. Servono a dare all'animale quell'energia giornaliera di cui necessita. L'erba e il fieno sono fondamentali, soprattuto l'erba verde molto ricca di vitamine di cui gli animali hanno bisogno visto che nell'agricoltura biologica sono vietate le vitamine di sintesi ottenute chimicamente.

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(PB: Il fatto che gli animali mangino fieno e erba tagliata dalla primavera all'autunno è cruciale perché una tale alimentazione recupera la componente perduta di omega 3 nel latte e nei formaggi ricavati, grassi acidi importantissimi per il benessere dell'organismo umano. E' notorio, invece, che in tante aziende non biologiche l'animale è nutrito in modo preponderante con mangime e l'erba fresca non la vede neppure in fotografia. E in passato la dieta delle mucche non era composta in gran parte di cereali, dato che i bovini sono erbivori.) In che cosa si differenzia ancora il biologico?

Bernar: Io cerco di rispettare l’equilibrio fra ambiente, animali e uomo. I nostri terreni ad esempio hanno la certificazione “biodiversity friendly”.

(PB: Aspetto molto importante perché comporta che l’animale viene nutrito con una grande varietà di vegetali, pertanto il latte e il formaggio saranno tanto più ricchi di elementi nutritivi. Si tratta di una certificazione da tenere d’occhio quando si valuta l’azienda da cui acquistare prodotti.)

PB: E’ importante che gli animali non mangino pesticidi per il loro benessere e per quello umano.

Bernar: Il benessere degli animali è il nosto primo obiettivo. Come le dicevo le differenza fondamentale sta in come viene prodotto il latte, e nell'equilibrio che sussiste tra animali e terreno. L'alimenentazione delle mucche deve essere totalmente biologica e sono vietati l'utilizzo degli ormoni per ingravidare le vacche, questa prassi è comunemente utilizzata negli allevamenti normali.

PB: Quindi per ingravidare l'animale vengono usati ormoni negli allevamenti non biologici. 

Bernar: Noi monitoriamo continuamente la mandria per individuare il calore dell'animale e la fertilizziamo non appena si presenta. Nelle aziende non biologiche gli ormoni sono usati per avere la certezza dei tempi del calore, dato che non c'è il monitoraggio costante degli animali.  Poi non vacciniamo i nostri animali, non ne abbiamo bisogno. Come azienda abbiamo fatto la scelta di non comprare animali ma di allevarli internamente. Tutte le nostre vacche da latte sono nate e cresciute nella nostra azienda. Per questo, essendo un allevamento a ciclo chiuso, il nostro allevamento e indenne da brocullosi leucosi tubercolosi e para tubercolosi senza l'utilizzo dei vaccini.

parmigiano intro5Poi il lavoro sulla genetica, noi selezioniamo animali forti. Negli ultimi decenni la selezione è stata fatta per ottenere una maggiore resa di latte: gli animali sono deboli, vivono poco, vanno presto al macello, vivono 2 anni e mezzo o 3 le vacche messe a produzione intensiva. Per noi il benessere dell’animale è uguale al benessere dell’azienda. L’allevamento biologico mette al primo posto il benessere degli animali.

PB: Come?

Bernar: Durante la fase di asciutta, quando non fa latte, la mucca viene messa al pascolo.

PB: Per quanti mesi?

Bernar: 2-3 mesi. E quindi bruca erba e rinforza i “piedi” camminando sull terreno. Noi cerchiamo di portare in asciutta i nostri animali in modo naturale, utilizzando un alimentazione piu povera in modo che le mucche smettano di produrre latte nei 3 mesi prima del parto successivo. Per questa fase stiamo ancora studiando delle soluzioni migliori. (le vacche da latte hanno bisogno di un periodo di riposo fra due lattazioni, poiché la mammella ed il tratto digestivo traggono particolari benefici da tale pausa, NdA). La difficoltà risiede nell’ottenere naturalmente la messa a riposo dalla lattazione della mucca. Per asciugarla, la produzione di Parmigiano non biologica deve usare gli ormoni. Nella produzione normale le vacche continuano a produrre latte – sono state selezionate per quello – perciò è necessario usare antibiotici sui capezzoli e se dai alle mucche fieno di bassa qualità il loro sistema immunitario è indebolito….e per asciugarle usano ormoni”.

Bernar: Molto importante è la fase pre e post-parto, il periodo piu delicato. Utilizziamo esclusivamente prodotti fitoterapici, a base di oli essenziali e semi di pompelmo. Inoltre, monitoriamo sempre la camminata degli animali, indicativa dello stato di salute.

PB: Anziché usare antibiotici veri e propri..

Bernar: Noi non usiamo più antibiotici dopo il parto da 10 anni. Non abbiamo praticamente mai bisogno di somministrare antibiotici, puo capitare solo nel caso di gravi problemi, in questi casi l'antibiotico è ammesso, ma non lo è mai a scopo preventivo.

PB: Come accade nella produzione non biologica. 

Bernar: Il settore della zootecnia biologica e relativamente giovane e anche io nella mia azienda sono sempre alla ricerca di soluzioni innovative per migliorare la salute dalla mia mandria. Questo comporta lo studio di una dieta (razione alimentare) piu bilanciata con prodotti sempre piu a Km0 , l'utlizzo di prodotti fitoterapici, e il miglioramento dell monitoraggio della mandria, oltre a una selezione genetica che non punti solo al miglioramento della produzione di latte, ma anche alla longevità e alla salute degli animali.

PB: Come arriva l'animale a produrre latte?

Bernar: I primi giorni dopo la nascita sono fondamentali. Il vitello beve il primo latte prodotto dalla madre, chiamato colostro - molto diverso dal latte, in quanto contiene molti più solidi, grassi, proteine, vitamine e soprattutto Immunoglobuline o Ig, gli anticorpi responsabili dello sviluppo del sistema immunitario dell'animale. Successivamenti il vitello beve latte per i successivi 30 giorni, per poi inziare nei successivi 60 a bere acqua e mangiare un po' di cereli insieme al fieno, in modo da inziare a produrre il rumine. A 90 giorni circa il vitello è svezzato e può cosi mangiare fieno e bere acqua. Dopo circa 2 anni e qualche mese, in base alle dimensioni della vitella, essa viene ingravidata per la prima volta in modo che 9 mesi e 10 giorni dopo possa partorire e inziare la produzione di latte. Quindi dal momento della nascita ci vogliono quasi 3 anni prima che l'animale possa produrre latte.

PB: Un altro punto di differenza fra biologico e produzione tradizionale?

La produzione bio del parmigiano ha l’obiettivo di conseguire un equilibrio fra la gestione dell’ambiente e quella della produzione di formaggio; un equilibrio fra ambiente, animali e uomo basato sul benessere dell’animale, non sul suo mero sfruttamento, per arrivare ad una valorizzazione del prodotto finale.

PB: (Mentre la produzione non biologica ha come obiettivo solo il profitto). 

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Conclusioni di Perché BIO:

Nella produzione di Parmigiano Reggiano non biologico vengono usate vitamine di sintesi perché gli animali sono nutriti con fieno secco, privo di vitamine naturali, e mangime. Gli animali sono vaccinati e vengono loro somministrati degli ormoni. 

Nel biologico non si usano concimi chimici e diserbanti per la produzione del fieno e dell’erba medica di cui si nutrono gli animali - importante, perché queste sostanze chimiche possono passare nel latte e nei formaggi. Non si usano antibiotici se non in casi estremi e quando ciò accade i tempi di sospensione devono essere doppi rispetto al non biologico. Non si possono usare ormoni né per provocare l'asciutta né per provocare il calore della mucca. Gli ormoni sono vietati. Gli animali devono essere messi al pascolo per qualche mese, il che significa che brucano erba, assimilando vitamine e omega 3 e che i loro prodotti sono più nutrienti. Gli antibiotici vengono usati solo se necessario in caso di patologie, che però sono molto rare nel caso dell’allevamento bio oggigiorno. Rispetto, poi, a queste linee guida essenziali, vi sono aziende più virtuose delle altre. Come abbiamo visto Rio Moreno è fra queste. Ricordiamo sempre la massima: “Siamo ciò che mangiamo”. Per stare bene e mantenerci in salute, deve stare bene tutta la filiera alimentare sino a noi, dagli animali all’ambiente. Il biologico ci assicura, con grandi sacrifici e dedizione, questa qualità. Come consumatori dobbiamo renderci conto di avere un potere, quello di favorire la produzione virtuosa con l'acquisto del prodotto. E di scoraggiarla non acquistandolo. Premiamo il biologico con l'acquisto, perché premiandolo favoriamo un circolo virtuoso di salute umana, animale e dell'ambiente!

Fotografie per gentile concessione dell'Azienda Rio Moreno

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