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idee per cambiare il mondo una news alla volta

  • Carne tossica?

    Carne tossica?

    di IlReE'Nudo

    Il braccio armato dell’OMS contro il cancro, la IARC, dopo un’analisi approfondita di più di 800 studi scientifici, ha definito cancerogene le carni rosse e quelle lavorate, ma lo sono davvero?

    Quanto bisogna prendere sul serio la relazione dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro?

    Com’è possibile che alimenti basilari della dieta occidentale, mangiati per secoli dai nostri avi, siano cancerogeni? E che tocchi proprio a noi dovervi rinunciare?

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  • Fa che il cibo (giusto) sia la tua medicina

    Fa che il cibo (giusto) sia la tua medicina

    di Patrizia Marani

    La ricetta del Dr Thomas Rau, guru internazionale della medicina Biologica Dal Dr Thomas Rau, direttore della Paracelsuls Klinik, ubicata in una regione incontaminata della Svizzera orientale, giungono ogni anno schiere di persone che intendono intraprendere il sentiero della prevenzione o malati cronici di cui la medicina ortodossa non sa più che fare, se non prescrivere farmaci per quel che resta loro da vivere.

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  • 5 domande per un allevatore

    5 domande per un allevatore

    di Federico Marino

    PARLIAMO DI CARNE "SOSTENIBILE" Non mangiare carne rappresenta un avanzamento di civiltà perché pone fine alla violenza sugli animali e non è più sostenibile per il pianeta? Sicuramente 7 miliardi di persone che mangiano ogni giorno carne e lo fanno più volte al giorno non sono sostenibili. Mangiarne poca, ma di qualità eccellente può essere il il segreto per ottenere una salute ottimale. Ma come conoscere davvero la qualità della carne che mangiamo? Le regole d'oro sono due: 1. conoscerne la provenienza; 2. porre all'allevatore alcune, fondamentali domande. 

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  • Germi ed enigmi

    Germi ed enigmi

    di Patrizia Marani

    E' veramente utile vaccinare i nostri figli? Qual è il reale e aggiornato rapporto rischi-benefici delle vaccinazioni? E sono davvero indispensabili tutti i vaccini obbligatori e raccomandati? Un'altra puntata della nostra serie dedicata allo spinosissimo tema in cui ci sforzeremo di penetrare attraverso la nebbia di conflitto che circonda le vaccinazioni di massa, per trovare i nudi fatti, sovente sottaciuti o sommersi da una fitta coltre di polemiche.

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  • La rivoluzione delle forchette

    La rivoluzione delle forchette

    di Patrizia Marani

    Scrive T. Colin Campbell a proposito di uno studio memorabile da lui diretto: Eravamo in grado di accendere o spegnere lo sviluppo del cancro semplicemente variando i livelli di proteine animali nella dieta. Allo scorso "Sana" a Bologna è stato in collegamento video lo scienziato autore di The China Study, il libro che può scuotere l’alimentazione occidentale dalle fondamenta e, con essa, la perversa unione esistente fra governi, enti regolatori, una certa scienza e giganti dell’industria agroalimentare e farmaceutica.

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  • Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    di IlReèNudo

    Abbiamo già scritto tanto noi di Perché Bio sulla plastica, ma ora desideriamo approfondire assieme a voi la conoscenza di articoli d’enorme diffusione: stoviglie e posateria in plastica. Che cosa ci mangiamo o beviamo, assieme ad alimenti e bevande, quando usiamo piatti, bicchieri e posate di plastica?

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  • Pulito è uguale a tossico

    Pulito è uguale a tossico

    Come non creare una pulitissima camera a gas facendo le pulizie

    di Patrizia Marani

    Che soddisfazione rimirare la propria opera dopo una sfacchinata di diverse ore! Il pavimento brilla, la ceramica del bagno pure e sul lavandino non c’è ombra di sporco. Lo sportello dietro il quale si cela l’armata multicolore dei detersivi si chiude con un suono secco, sigillando la fine della nostra guerra battericida. Con un sospiro di soddisfazione ci buttiamo sul sofà, inalando a pieni polmoni il micidiale cocktail chimico che abbiamo immesso nell’aria e che sarà ben presto condiviso da tutta la famiglia, neonati e bambini inclusi.....

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  • Mortadella s-velata

    Mortadella s-velata

    di Patrizia Marani

    Togliamo il coperchio a come viene davvero prodotto il nostro cibo. Ricetta antica e moderna a confronto. Tutti gli additivi nocivi della mortadella industriale

    Che si tratti della fragrante mortadella fatta affettare al banco, o quella confezionata in vaschette di plastica già affettata, la famiglia italiana media consuma questo alimento della tradizione culinaria italiana in quantità, tanto è vero che in Italia se ne producono ben 174.000 tonnellate.

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  • Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    di Patrizia Marani

    ..quando si schiudono
    come verdi campane e si ributtano
    indietro e si disciolgono. Eugenio Montale, Mediterraneo

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  • Rifiuti alimentari: 6 consigli per fermare lo spreco

    Rifiuti alimentari: 6 consigli per fermare lo spreco

    Nella giornata mondiale dell'alimentazione, riceviamo da Helping e MyFoody - e pubblichiamo - il seguente comunicato stampa su come ridurre gli sprechi alimentari riducendo, di conseguenza, il budget da investire per nutrirci. Risparmiare sugli sprechi alimentari è anche un'opportunità per migliorare la qualità di quello che si acquista!  

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  • Omega 3, il Re perduto

    Omega 3, il Re perduto

    di Patrizia Marani

    A PROPOSITO DI CARNE TOSSICA: oltre alla chimica usata nell'allevamento industriale, esiste pure un altro problemuccio, il fatto che animali erbivoli sono ora nutriti con cereali per farli aumentare di peso. Ciò ha comportato la perdita nella dieta umana dei preziosi Omega-3, un cambiamento tettonico della nostra alimentazione che può essere all'origine di parecchi malanni.  E' possibile però recuperarli scegliendo gli alimenti giusti e di cui conosciamo le modalità di coltivazione o allevamento.

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  • 'A trivella

    'A trivella

    di Maurizio Marna

     
    Negli ultimi 125.000 anni il mare Adriatico ha contrastato il mutamento del clima, glaciazione compresa, riuscendo a mantenere quasi intatte le prerogative di mare 'chiuso'. Tuttavia dove non poterono i grandi eventi naturali, poté l'uomo con la sua attività legata alla industrializzazione. A partire dal 1970, infatti, lo sfruttamento dell'Adriatico ha determinato profonde mutazioni della biodiversità e provocato danni sia alla flora sia alla fauna marine. Adesso l'oro nero, nonostante il forte ribasso dei prezzi, torna a 'ingolosire' alcuni paesi di quella fascia costiera: sarà il colpo di grazia?

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  • Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    di Federico Solimando

    “Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande". Il presidente francese François Hollande ha perfettamente ragione. Soprattutto alla luce dello storico accordo siglato alla COP21, la Conferenza mondiale sulla lotta al cambiamento climatico di Parigi, che si è appena conclusa e che ha fissato, sia pure con tutti i limiti del caso, un punto di svolta per il futuro ambientale della Terra. L'obiettivo dell’incontro era nientepopodimeno quello di evitare un disastro climatico globale: due sole settimane per decidere il futuro del nostro pianeta.  Ma qual è la reale eredità del trattato?

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  • Immunità di gregge: chimera o realtà?

    Immunità di gregge: chimera o realtà?

    di Patrizia Marani 

    Vaccines Carlos Reusser Monsalvez intro

    La vaccinologia è una branca della medicina in piena fioritura. Nata per rinforzare le difese naturali di fronte a veri flagelli dell’umanità come il vaiolo, responsabile ogni anno fino agli anni ‘60 di decine di milioni di morti e invalidi, questa scienza medica ha allargato enormemente il proprio campo d’azione in un periodo storico in cui le malattie infettive pericolose, soppiantate dalle malattie croniche, paiono vieppiù un ricordo del passato. Cosa alimenta questa fobia dei germi?

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  • Natura chiama auto

    Natura chiama auto

    Parte prima

    di Maurizio Marna

     
    "La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni", diceva qualcuno. Quella che ogni giorno percorrono gli automobilisti italiani, pure. Le buone intenzioni di chi guida (speriamo), nonostante il basso costo del petrolio, sembrano vanificate dai prezzi di benzina e diesel, ostaggio delle 'eterne' accise statali, i cui valori sono in proporzione più alti. Tutto ciò basta a bloccare un pieno di carburante?

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  • Buona notte

    Buona notte

    di Patrizia Marani

     

    TUTTI I SEGRETI DEL SONNO E COME TRARNE I MASSIMI BENEFICI C'è una ragione per cui ci si sveglia sempre alla stessa ora e, maledizione, anche alla domenica. E c'è anche una ragione perché quei mocciosi si lagnano per una sola mezz'oretta di ritardo della cena. Il corpo umano brama routine: dategli orari fissi per i pasti, per l'esercizio fisico e, soprattutto, l'orario in cui si va a letto e ci si risveglia e lui vi ricompenserà con un'ottimo equilibrio psicofisico. Ma perché mai?

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  • L'AgriCittà

    L'AgriCittà

    di Maurizio Marna

     

    Può sembrare un controsenso parlare di riconversione agricola delle città e delle aree periurbane, ma non lo è. Periurbane ??? Cosa vuol dire questo aggettivo? Un bel po' spiazzati siamo andati a scoprirne, prima di scriverlo, il significato: "...zone di territorio in cui città e campagna si intersecano chiaramente, ospitanti la maggior parte della crescita urbana secondo schemi spesso convulsi". L'ECO SVILUPPO CITTADINO, insomma, passa anche da qui.

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  • La guerra dei vaccini

    La guerra dei vaccini

    di Patrizia Marani

     

    I recenti casi di morte a seguito della somministrazione di vaccini influenzali, anche se apparentemente non ricollegabili ad essa, riportano alla ribalta la polemica circa la reale utilità delle vaccinazioni massificate e la possibile urgenza di rivalutarne il rapporto rischi-benefici.

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  • Lavoro? GREEN!

    Lavoro? GREEN!

    di Biosight

     

     In Italia, oggi giorno, il lavoro sembra l'Eldorado : tutti ne hanno sentito parlare, nessuno l'ha mai visto. Le statistiche dei disoccupati, in particolare giovani, sono esplicite e purtroppo desolanti. Occorre non rassegnarsi, comunque, a ritenere ineluttabile la situazione.

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L'AgriCittà

di Maurizio Marna

 

Può sembrare un controsenso parlare di riconversione agricola delle città e delle aree periurbane, ma non lo è. Periurbane ??? Cosa vuol dire questo aggettivo? Un bel po' spiazzati siamo andati a scoprirne, prima di scriverlo, il significato: "...zone di territorio in cui città e campagna si intersecano chiaramente, ospitanti la maggior parte della crescita urbana secondo schemi spesso convulsi". L'ECO SVILUPPO CITTADINO, insomma, passa anche da qui.

Pensate al contesto sopra accennato e ora cercate di immaginare la formazione di un assetto città-campagna, congiunto non certo inglobato si badi bene, lungo un unico distretto. Pensatelo in modo positivo anzi multifunzionale, quando la riconversione agricola generi una produzione alimentare di qualità - salubrità, sicurezza, sostenibilità, particolare eccellenza degli alimenti - e quando la stessa agricoltura si relazioni con l'ambiente circostante, operando la gestione di aree rurali e di biodiversità assieme alla cura del paesaggio. Il risultato sarà un migliorato assetto del territorio, oggigiorno profondamente segnato dalle speculazioni affaristiche. Quanto appena detto non viene classificato sotto la voce "grande utopie", bensì racconta una concezione urbanistica sempre più reale. Una produzione agricola di valore ecologico appare favorita per la sua vicinanza alla città, poiché instaura la filiera corta: ecco dunque la vendita diretta dei prodotti attraverso i farmers'market (mercato dei contadini), la loro fornitura alle mense scolastiche e private, ai negozi di quartiere, ai Gruppi di Acquisto Solidale. Tali esempi sono l'inizio di un processo che vede crescere nelle aree agricole urbane gli orti cittadini, le attività ludiche e sportive (percorsi vita , piste ciclabili, equitazione), quelle didattico-formative e sociali come l'inserimento di soggetti a limitata contrattualizzazione o l'affiancamento terapeutico di persone affette da varie patologie. L'AgriCittà, con annessa ECO produzione alimentare, sottintende però una forte modifica delle politiche amministrative, propense ad urbanizzare le zone agricole. E ancor prima necessita di un complesso normativo idoneo ad ostacolare la scomparsa di terreni agricoli, causa cementizzazione, nonostante l'attuale crisi economica abbia penalizzato le imprese costruttrici. Questo sistema legislativo deve incentivare il recupero del territorio già urbanizzato nonché regolare, secondo un preciso agro sviluppo urbano, il risanamento di quartieri periferici degradati mediante reti green e un efficace collegamento città-campagna.

Foto 1 AC

Foto 2 ACPer incrementare l'agroalimentare nelle zone verdi delle città occorre coinvolgere micro aziende agricole, le cui dimensioni frenano la loro capacità di ottenere fonti di guadagno proficue. In che modo procedere? Garantendo a simili imprese la possibilità di generare redditività con la valorizzazione dei BIO prodotti, dentro un ambito dove vi siano opportunità di fare rete e aumentare, così, la visibilità. Se la BIO agricoltura completasse il perimetro della cintura urbana, ne ottimizzerebbe il grado di vivibilità e costituirebbe il punto fermo di una green economy, esercitata da individui senza dubbio artefici di un ritrovato rapporto con la natura. L'agricoltore 'cittadino' può rappresentare, adesso, una favorevole soluzione lavorativa per i giovani, che diventano curatori dell'ecosistema e diffondono la buona cultura della terra. La straripante urbanizzazione antropica, avvenuta sul nostro pianeta, ha assoluto bisogno di un circuito verde, all'interno della sua estensione, onde contrastare e mitigare la crisi del clima. Nel 2025 ci saranno 8 miliardi di abitanti, inoltre alcune stime mostrano che più del 50% di essi risiederà in aree municipali: urge quindi pianificare il territorio, seguendo programmi di ridotto impatto ambientale, per realizzare infrastrutture green come ideale ponte associativo città-campagna. Ciò include una profonda riqualificazione delle periferie disagiate, con uno specifico sguardo alla creazione di posti di lavoro.

Nell'epoca del mercato globalizzato le piccolissime, piccole, medie imprese italiane ovvero la maggioranza del tessuto industriale non hanno speranza di sopravvivere a meno di inserirle, conseguenza inevitabile, lungo un diversificato percorso di sviluppo. Il discorso riguarda, ovviamente, pure le aziende agricole che, trasformate in opifici sostenibili, smart ed aggreganti porzioni di territorio urbano, incarnano ECO spazi tesi a offrire sia un deciso miglioramento della qualità/tipicità produttiva sia il punto d'incontro fra civiltà urbana e contadina. La campagna, insomma, ridimensiona l'espansione della città, ne diviene parte effettiva fino ad assumersi il compito di far riscoprire ai cittadini il legame con il proprio territorio. Il che significa non solo recuperare il valore della produzioni agroalimentari locali, ma principalmente integrare, tramite un patrimonio comune di relazioni e la condivisione di esperienze, persone residenti in uno stesso distretto.
Emerge allora un inedito scenario dove l'agricoltura, abbandonata la marginalità rispetto al contesto urbano e raggiunta piena identità, influenza le scelte del cittadino-consumatore orientandolo verso BIO salubrità e sicura identificazione del prodotto alimentare acquistato; siffatta tendenza asseconda uno stile di vita ecologico che va dall'edilizia alla mobilità, dal gestire responsabilmente le risorse dell'ambiente ad una felice (de)crescita economica.

                                                                                             Foto 4BIS AC

I frutti dell'AgriCittà. Cosa caratterizza l'ECO agricoltura cittadina? Si tratta di elementi particolari, quasi tutti già citati, come la forte connotazione territoriale, nuove tecniche di coltivazione, minimo impatto produttivo sull'equilibrio ambientale, uniti in un sistema capace di garantire al cittadino-consumatore che la sua spesa alimentare non inquina né depreda la natura. L'origine, la composizione, la qualità, la confezione dei prodotti, sono requisiti cercati dal BIO compratore e questo tipo di agricoltura può senz'altro soddisfarli, perché ha dovuto implementare molteplici strategie di sviluppo economico. Leggiamone un parziale elenco: la filiera corta - qui ci si appoggia, in determinati casi, anche alla grande distribuzione - il Km 0; i farmers' market; i gruppi d'acquisto solidali; l'agricoltura sociale ovvero incoraggiare per mezzo di aziende agricole e coop sociali, comunque dedite alla produzione agricola, il reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella società; le fattorie didattiche; la raccolta delle coltivazioni; la tutela di piante e animali altrimenti in via d'estinzione; la produzione e vendita diretta sui terreni confiscati alla criminalità. Ecco il nucleo pulsante, seppur riportato limitatamente, dell'agricoltura urbana che si rivela un bell'esempio di economia quando pratica, durante lo svolgimento delle attività, la sostenibilità ambientale e interagisce con i cittadini per l'utilizzo intelligente delle risorse territoriali.                                             

Foto 3 ACChi ancora non conosce il km 0, espressione oggi assai diffusa, sappia che consiste nel comprare e consumare beni, inclusi quelli alimentari, fabbricati a livello locale. Così facendo viene ridimensionata la logistica dell'approvvigionamento e di conseguenza vengono abbattute le emissioni inquinanti, derivate dai combustibili fossili. Una volta reso 'stanziale' il circuito domanda-offerta, esso poggerà inevitabilmente sulla consapevolezza ambientale dei consumatori e dei BIO produttori con i primi che, causa la prossimità dei luoghi di produzione, potranno verificare i metodi di coltivazione e la pregevolezza dei beni oggetto d'acquisto, vedi i BIO prodotti di stagione ricchi di virtù salutari. I secondi, cioè i produttori, punteranno alla BIO qualità delle loro coltivazioni, fattore innescante una richiesta continua magari incrementata da gruppi d'acquisto solidale e corredata da un prezzo di vendita equo. Tuttavia il consumo locale non vuol dire protezionismo alimentare, nel senso di ottusa chiusura alle differenti provenienze dei prodotti, piuttosto significa recuperare la tipicità d'origine, la genuinità, la salubrità dei cibi e al contempo salvaguardare il paesaggio, le risorse naturali, la salute delle persone.
Il mercato cittadino degli agricoltori, farmers' market, diventa il luogo dove la spesa non è più compulsiva, mancano infatti gli scaffali stracolmi degli ipermercati, basandosi sulle reali necessità quotidiane del compratore e sul rapporto di fiducia che egli instaura col produttore, senza marketing ossessivo, a seguito di una provata qualità e convenienza degli articoli. Lo stesso ECO principio caratterizza i sempre meno 'amatoriali' orti urbani, i quali hanno originato un processo di trasformazione appunto urbano ed accompagnato il cittadino-orticoltore verso una vita sostenibile, con la voglia di far crescere a ritmi naturali quanto coltivato e poi mangiarlo. Ma per riappropriarsi degli agro terreni cittadini, nell'ottica di una green economy municipale, occorre considerare le specificità territoriali dei grandi, medi e piccoli comuni affinché gli agro spazi verdi mantengano una connotazione identitaria, assieme all'esercizio delle funzioni per cui vengono gestiti. Promozione del messaggio ambientale legato alla campagna, quindi attenzione nei riguardi della morfologia del suolo e delle condizioni climatiche in quelle zone, sistema impresa lì esistente, rotazione delle colture, pratiche agronomiche, valorizzazione del prodotto locale, opportunità lavorative, sono tutti punti che la legislazione, a cominciare dalla normativa UE, sta definendo.

Foto 4 ACLe aree metropolitane hanno bisogno di ordinamenti finalizzati a regolare l'integrazione dei settori agricoli urbani e periurbani = "zone di territorio in cui città e campagna si intersecano chiaramente, ospitanti la maggior parte della crescita urbana secondo schemi spesso convulsi", sia come patrimonio naturale - terra, acqua, boschi, ecc. - sia come servizio verde cittadino capace di offrire servizi agroalimentari, ecologici, ricreativo-culturali. L'agroalimentare BIO, nei distretti urbani verdi, costituisce uno dei pilastri per attuare la strategia delle Urban Food Policies, politiche incentrate sul rafforzare la fiducia dei consumatori ogni volta che scelgono agro prodotti locali, sull'informazione concernente gli impatti ambientali delle filiere produttive e le eventuali patologie alimentari (intolleranze, disturbi, obesità), sul combattere la malnutrizione all'interno di zone urbane disagiate. Applicazione diretta di questa politica è l'Urban Food Planning, pianificazione economico-alimentare in luoghi densamente abitati e già attiva a New York, San Francisco, Detroit, Philadelphia, Toronto, Vancouver, mentre l'Europa annovera Londra, oltre a medio-piccole città britanniche, l'Olanda, la Germania, la Francia, la Svezia. In Inghilterra funzionano sul territorio nazionale, a cura del Ministero dell'Agricoltura, i Parish Food Plans ovvero progetti per istituire realtà imprenditoriali di produzione e vendita di cibo locale, così da generare mercati auto-sostenibili, favorire la micro-imprenditorialità, tutelare/ottimizzare le peculiarità della campagna. E l'Italia? Al solito sconta gli immancabili ritardi, tuttavia l'agro cintura urbana si sta radicando anche nella nazione dell' Expo 2015  che fornirà l'irripetibile occasione per rendere strutturale, guidata da apposite politiche amministrative, la 'campagna in città'. Ciò implica, come spesso sottolineato durante l'articolo, un energico impulso all'economia locale e stimola una serie di positivi effetti a favore delle comunità residenziali: quello sociale con l'affermarsi dell'inclusione e non dell'esclusione, l'oculata gestione del territorio (bellezze naturalistiche comprese), l'alta qualità della filiera agroalimentare, unita alla tipicizzazione produttiva, una razionale distribuzione del cibo, infine la progressiva adozione di uno stile di vita ecologico.

Una legislazione dedicata, semplice, immediatamente operativa, può ridisegnare in senso ambientale le nostre città poiché incoraggia la nascita di zone agricole, dentro il contesto urbano, dove l'agricoltura viene valorizzata mediante strumenti di promozione, informazione, agevolazione, supporto logistico. Tali zone determinano cambiamenti urbanistici quando recuperano aree urbane degradate e ne bloccano la possibile cementizzazione, coltivano biologicamente i terreni utilizzati, introducono miglioramenti economici grazie alle ricadute occupazionali (apertura di nuove imprese e produzione agroalimentare). Sorgerà, allora, un altro tipo di complesso urbano, l'AgriCittà, per costruire un presente e un futuro sostenibili, senza guardare all'ECO distruttivo passato.

                                                                                                          Foto 5 AC


FONTI

http://www.statigenerali.org/cms/wp-content/uploads/2014/11/doc1.pdf


BIBLIOGRAFIA

"Coltivare la città. Giro del mondo in dieci progetti di filiera corta" a cura di A. Calori, Ed. Terre di Mezzo

 

 

 

 

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BIOSALUTE 2016