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idee per cambiare il mondo una news alla volta

  • Uno studio per fermare il glifosato

    Uno studio per fermare il glifosato

    di Patrizia Marani
    Intervista a Fiorella Belpoggi, Direttrice del Centro per la Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni,  Istituto Ramazzini: "Vogliamo veramente proteggere la popolazione? Dobbiamo fare meno studi sugli animali, ma dobbiamo farli fatti bene! E NON PUÒ FARLI L’INDUSTRIA, LI DEVE FARE L’ISTITUZIONE PUBBLICA...."
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  • Il Glifosato non è tossico, lo dice l’industria agrochimica

    Il Glifosato non è tossico, lo dice l’industria agrochimica

    di Patrizia Marani

    E gli enti regolatori europei ne autorizzano la commercializzazione in Europa. Un’inchiesta commissionata da alcuni parlamentari europei conferma che il via libera al glifosato degli enti regolatori si è basato sul report di tossicità fornito dalle industrie produttrici stesse. Com'e' possibile? 3a PUNTATA

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  • La (ir-)resistibile ascesa dell'erbicida glifosato

    La (ir-)resistibile ascesa dell'erbicida glifosato

    di Patrizia Marani

    Un'analisi delle strategie di marketing che hanno creato la crescente fortuna della Monsanto... e una parallela stellare presenza del glifosato nell'urina delle persone: 9 su 10 maltesi; 7 su 10 tedeschi, britannici e polacchi. 2a Puntata

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  • Glifosato nel piatto, cancerogeno o no? La pista del denaro

    Glifosato nel piatto, cancerogeno o no? La pista del denaro

    di Patrizia Marani

    In occasione della recente condanna della Monsanto al pagamento di quasi 290.000 dollari in risarcimento dei danni subiti dal giardiniere quarantaseienne ammalato di cancro, cui sono stati dati due soli altri anni di vita, Perchebio ha realizzato un’inchiesta per capire se l'evidenza scientifica di una grave tossicita' del glifosato esista gia' e perché, in tal caso, a differenza del Tribunale di San Francisco, la UE abbia riapprovato la commercializzazione dell'erbicida in Europa per altri 5 anni. Prima puntata.

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  • Vita sotto brevetto

    Vita sotto brevetto

    di Patrizia Marani

    Semi brevettati, una grave minaccia per la biodiversità e la sicurezza alimentari

    Nel ventesimo secolo, secondo dati FAO, ha avuto luogo una pericolosa perdita di biodiversità alimentare, ben pari al 78%. La biodiversità è il cardine su cui s'incentra sia la vita sulla terra sia la sicurezza alimentare umana. Quali sono le cause? E dove finiremo, di questo passo?

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  • Alimentazione al secondo posto, i profitti al primo

    Alimentazione al secondo posto, i profitti al primo

     di Patrizia Marani

    Il cibo nel tempo della globalizzazione è primariamente una merce che arricchisce solo alcuni colossi dell'agroalimentare, mentre non e' piu' redditizio per gran parte di chi materialmente lo produce. Perche' mai? E quanto questo squilibrio influisce sui prezzi e sulla qualita' di cio' che mangiamo?

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  • Etichetta trasparente: la posta in gioco

    Etichetta trasparente: la posta in gioco

    di Patrizia Marani
    AGRICOLTORI E CONSUMATORI, UNA STESSA BATTAGLIA PER LA QUALITA' ALIMENTARE Mentre nell’empireo dell’agrochimica si celebrano matrimoni multimiliardari con la benedizione dell’istituzione antitrust europea, cosa succede nei cieli più in basso, popolati da piccoli e medi agricoltori? Recentemente, GranoSalus, un’associazione di produttori e consumatori meridionali, è, per così dire, balzata agli onori della cronaca per controversi test da essa condotti su alcune delle più importanti marche di pasta italiane.
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  • Questo matrimonio non s'ha da fare

    Questo matrimonio non s'ha da fare

    di Patrizia Marani

    Ma la UE da’ il via libera. Una nuvola minacciosa si sta allungando sul mondo dell’agricoltura mondiale e, conseguentemente, sulla qualità alimentare: una nuova fusione fra due colossi dell’agrochimica, Monsanto e Bayer, appena consacrata dalla Commissaria per la Concorrenza dell’Unione Europea, la danese Margrethe Vestager. Gli azionisti avranno certamente di che guadagnare da tale unione. E' assai dubbio, però, che ne traggano vantaggio pure le altre due parti in causa: agricoltori e consumatori. Perché? All’orizzonte, potere politico e di mercato ancora più concentrato. Di conseguenza, prezzi alle stelle, qualità alimentare in picchiata, grazie agli OGM che “finalmente” possono sfondare in Europa.

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  • Dacci oggi i nostri germi quotidiani

    Dacci oggi i nostri germi quotidiani

    di Patrizia Marani

    L’immunità naturale del neonato, nel momento più formativo della sua vita, si troverebbe attualmente in una situazione ambientale fortemente alterata rispetto a quella in cui il sistema immunitario umano si sviluppò e venne forgiato alle origini: da una parte vi è una sua costante e aggressiva stimolazione con i germi morti o attenuati dei vaccini. Dall’altra parte, vi e' il problema della sterilizzazione eccessiva dell’ambiente circostante e dello stesso corpo umano.

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  • Alluminio, tutte le fonti e come evitarle

    Alluminio, tutte le fonti e come evitarle

    A cura della Redazione

    L’alluminio è attualmente il metallo più comunemente e ampiamente usato sulla terra e si può essere esposti ad esso attraverso una miriade di fonti. La ricerca scientifica più recente, se da un lato ha trovato un collegamento sempre più certo fra esposizione all’alluminio e Alzheimer, dall’altro suggerisce che è possibile proteggersi dalla malattia e, addirittura, prevenirla riducendo l’esposizione all’alluminio nel nostro ambiente quotidiano. Conoscere il nemico per neutralizzarlo.

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  • La cura segreta dell'alcolismo, il Metodo Sinclair

    La cura segreta dell'alcolismo, il Metodo Sinclair

    di Patrizia Marani

    Dall’alcolismo si può guarire. Esiste una cura con il 78 per cento di probabilità di riuscita, ma è praticamente sconosciuta e quasi inutilizzata, perché?

    L’alcol è una droga che uccide una persona ogni 10 secondi. Aperitivi, happy hours, brindisi a ogni ricorrenza: vino e bevande alcoliche sono associati nel nostro immaginario a momenti gioiosi, di festa, non al rischio che essi comportano. Eppure l’alcolismo è la terza piu' importante causa di morte al mondo, con 3 milioni e 300.000 morti ogni anno (OMS Report 2012).

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  • Immunità di gregge: chimera o realtà?

    Immunità di gregge: chimera o realtà?

    di Patrizia Marani 

    La vaccinologia è una branca della medicina in piena fioritura. Nata per rinforzare le difese naturali di fronte a veri flagelli dell’umanità come il vaiolo, responsabile ogni anno fino agli anni ‘60 di decine di milioni di morti e invalidi, questa scienza medica ha allargato enormemente il proprio campo d’azione in un periodo storico in cui le malattie infettive pericolose, soppiantate dalle malattie croniche, paiono vieppiù un ricordo del passato. Perche' mai?

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  • Pulito è uguale a tossico

    Pulito è uguale a tossico

    Come non creare una pulitissima camera a gas facendo le pulizie

    di Patrizia Marani

    Che soddisfazione rimirare la propria opera dopo una sfacchinata di diverse ore! Il pavimento brilla, la ceramica del bagno pure e sul lavandino non c’è ombra di sporco. Lo sportello dietro il quale si cela l’armata multicolore dei detersivi si chiude con un suono secco, sigillando la fine della nostra guerra battericida. Con un sospiro di soddisfazione ci buttiamo sul sofà, inalando a pieni polmoni il micidiale cocktail chimico che abbiamo immesso nell’aria e che sarà ben presto condiviso da tutta la famiglia, neonati e bambini inclusi.....

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  • 5 domande per un allevatore

    5 domande per un allevatore

    di Federico Marino

    PARLIAMO DI CARNE "SOSTENIBILE" Non mangiare carne rappresenta un avanzamento di civiltà perché pone fine alla violenza sugli animali e non è più sostenibile per il pianeta? Sicuramente 7 miliardi di persone che mangiano ogni giorno carne e lo fanno più volte al giorno non sono sostenibili. Mangiarne poca, ma di qualità eccellente può essere il il segreto per ottenere una salute ottimale. Ma come conoscere davvero la qualità della carne che mangiamo? Le regole d'oro sono due: 1. conoscerne la provenienza; 2. porre all'allevatore alcune, fondamentali domande. 

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  • Mortadella s-velata

    Mortadella s-velata

    di Patrizia Marani

    Togliamo il coperchio a come viene davvero prodotto il nostro cibo. Ricetta antica e moderna a confronto. Tutti gli additivi nocivi della mortadella industriale

    Che si tratti della fragrante mortadella fatta affettare al banco, o quella confezionata in vaschette di plastica già affettata, la famiglia italiana media consuma questo alimento della tradizione culinaria italiana in quantità, tanto è vero che in Italia se ne producono ben 174.000 tonnellate.

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  • La rivoluzione delle forchette

    La rivoluzione delle forchette

    ovvero THE CHINA STUDY

    di Patrizia Marani

    Scrive T. Colin Campbell a proposito di uno studio memorabile da lui diretto: Eravamo in grado di accendere o spegnere lo sviluppo del cancro semplicemente variando i livelli di proteine animali nella dieta. Allo scorso "Sana" a Bologna è stato in collegamento video lo scienziato autore di The China Study, il libro che può scuotere l’alimentazione occidentale dalle fondamenta e, con essa, la perversa unione esistente fra governi, enti regolatori, una certa scienza e giganti dell’industria agroalimentare e farmaceutica.

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  • Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    Trattato di Parigi sul clima: la vera eredità

    di Federico Solimando

    “Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande". Il presidente francese François Hollande ha perfettamente ragione. Soprattutto alla luce dello storico accordo siglato alla COP21, la Conferenza mondiale sulla lotta al cambiamento climatico di Parigi, che si è appena conclusa e che ha fissato, sia pure con tutti i limiti del caso, un punto di svolta per il futuro ambientale della Terra. L'obiettivo dell’incontro era nientepopodimeno quello di evitare un disastro climatico globale: due sole settimane per decidere il futuro del nostro pianeta.  Ma qual è la reale eredità del trattato?

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  • Carne tossica?

    Carne tossica?

    di IlReE'Nudo

    Il braccio armato dell’OMS contro il cancro, la IARC, dopo un’analisi approfondita di più di 800 studi scientifici, ha definito cancerogene le carni rosse e quelle lavorate, ma lo sono davvero?

    Quanto bisogna prendere sul serio la relazione dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro?

    Com’è possibile che alimenti basilari della dieta occidentale, mangiati per secoli dai nostri avi, siano cancerogeni? E che tocchi proprio a noi dovervi rinunciare?

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  • Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    Piatti (o biberon) di plastica? No, grazie!

    di IlReèNudo

    Abbiamo già scritto tanto noi di Perché Bio sulla plastica, ma ora desideriamo approfondire assieme a voi la conoscenza di articoli d’enorme diffusione: stoviglie e posateria in plastica. Che cosa ci mangiamo o beviamo, assieme ad alimenti e bevande, quando usiamo piatti, bicchieri e posate di plastica?

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  • Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

    di Patrizia Marani

    ..quando si schiudono
    come verdi campane e si ributtano
    indietro e si disciolgono. Eugenio Montale, Mediterraneo

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BIOPLASTICA, speranza o realtà?

di Patrizia Marani

BIOP twoblueday

Impariamo a riconoscere e a scegliere le bioplastiche davvero GREEN

Bioplastica al pomodoro, di mais, alghe o noci di cocco che voraci microrganismi, in agguato nel terreno, assaltano e sgranocchiano avidamente come fosse una tavoletta di cioccolata. Può essere la soluzione alla devastazione dell'ambiente e della salute umana perpetrata dalla plastica tradizionale?

Il sogno è già in parte realtà, ma c'è bioplastica e bioplastica, a seconda delle materie prime - pressoché infinite - utilizzate e dei processi di lavorazione. Conoscere le bioplastiche significa essere sicuri di premiare con il portafoglio le aziende che producono plastica davvero "verde" per tutto il ciclo vitale del materiale, dal processo produttivo alla fine vita.

La plastica e il suo smaltimento rappresentano opinabilmente la maggiore sfida ambientale del nostro tempo. I materiali plastici hanno colonizzato ogni ecosistema, incluso il nostro corpo entro cui circolano, assieme al sangue, pericolosi plastificanti, come gli ftalati e il bisfenolo A. La produzione di plastica continua ad aumentare del 9% annuo circa e, di conseguenza, in questo secolo si sono prodotte nei primi 10 anni quantità di plastica equivalenti a quelle prodotte in tutto il secolo scorso.

Al contrario, le cifre testimoniano che il riciclo effettivo della plastica rimane basso, solo il 9 % negli USA e il 21% nella UE, dove il 48,7% della plastica finisce in discarica e il 51,3% negli inceneritori (dati 2008). Sebbene tutte le plastiche siano potenzialmente riciclabili, la gran varietà di polimeri esistenti, la contaminazione della plastica dovuta all'uso e le molteplici sostanze tossiche e additivi utilizzati nella fabbricazione – fra cui coloranti e i tossici plastificanti -, ne rendono antieconomico il riciclo.  

Circa l'8% della produzione mondiale di petrolio e di gas, risorse non rinnovabili, è usato come materia prima e combustibile per produrre contenitori di plastica, la maggior parte dei quali è già scarto ad un anno dalla produzione. Se i prodotti hanno una brevissima vita utile, quella dei polimeri che li compongono è, al contrario, lunghissima. Di conseguenza i detriti della plastica stanno accumulandosi nelle discariche e negli habitat naturali di tutto il mondo.

plastica intro

Tutti problemucci che la bioplastica promette di risolvere. Ma dietro l'etichetta "bioplastica" si celano sia bioplastiche vere e proprie, sia polimeri che di verde hanno ben poco.

La conoscenza da parte dei consumatori dell'esistenza e del potenziale delle bioplastiche, nonché d'infrastrutture efficaci che effettuino un controllo stringente sui processi di certificazione, raccolta, separazione e compostaggio dei biopolimeri sarà cruciale per mieterne appieno i benefici. Ma cos'è in primo luogo la bioplastica?

IL DECALOGO DELLA BIOPLASTICA "GREEN"

LA MATERIA PRIMA DERIVA DA FONTI RINNOVABILI, MEGLIO SE DA BIOMASSA DI SCARTO, come residui colturali, biomassa cellulosica - paglia e stocchi di mais, materiali vegetali provenienti da colture non alimentari prodotte in terreni marginali che non richiedono acqua e fertilizzanti.

AVVERTENZA: La bioplastica, ad esempio, da pomodoro o mais A. sottrae preziosi terreni adatti alla coltivazione alimentare. Il terreno agricolo è un bene pregiato da destinare rigorosamente all'alimentazione umana, in quanto strappa spazio prezioso agli alberi, produttori di ossigeno in un'atmosfera terrestre dove i livelli di ossigeno sono già diminuiti di un terzo – della metà nelle grandi città inquinate - con conseguenze ancora non del tutto chiare per la salute e la sopravvivenza della specie umana, nonché di tutte le altre specie; B. utilizza macchinari e fitofarmaci per la coltivazione. I fitofarmaci, come sappiamo, sono materiali di origine petrolchimica, e i macchinari sono fabbricati usando combustibili fossili, pertanto la loro carbon footprint è tutt'altro che neutra; C. I pellet di bioplastica che saranno utilizzati per produrre recipienti, come bottiglie per l'acqua o contenitori per il cibo, rischiano di essere contaminati dai fitofarmaci utilizzati per la coltivazione e rilasciati nell'acqua o nel cibo contenuto. D. Infine, possono essere utilizzate delle colture OGM.

Biop

CASO ESEMPLARE Prendiamo la bioplastica di un'azienda americana la cui materia prima, il mais transgenico, viene utilizzato per produrre le bottiglie dell'acqua di una nota marca italiana. E' proprio il processo di coltivazione della materia prima a presentare un impatto negativo per l'ambiente e una minaccia per la salute umana. Per il resto, il processo di trasformazione del mais in acido lattico puro è ad impatto 0. Vediamolo.

L'amido, separato al mulino dagli altri componenti del chicco di mais, viene sottoposto ad idrolisi attraverso l'azione degli enzimi, ottenendo in tal modo destrosio. Il destrosio viene fatto fermentare attraverso l'azione di batteri e trasformato, dopo un successivo processo di filtrazione, evaporazione e purificazione, in acido lattico puro, che è la vera materia prima da cui si crea la bioplastica. Pertanto, anche le sostanze tossiche dovute alla coltivazione dovrebbero essere state eliminate.
Questa azienda produce bioplastica, ma con le limitazioni sopra menzionate. In futuro, dichiara l'azienda sul suo sito web, prevede di sostituire il mais con una materia prima priva d'impatto ambientale.

LA MATERIA PRIMA E' BIODEGRADABILE/COMPOSTABILE

BIODEGRADABILE La bioplastica deve essere biodegradabile, vale a dire che i polimeri sono in grado di decomporsi in anidride carbonica, metano, acqua e composti inorganici o in biomassa. Il processo deve avvenire ad opera dell'azione enzimatica di microrganismi, misurabile tramite test standardizzati.
Il rischio che si corre rispetto alla biodegradabilità risiede nel fatto che prodotti che contengono sia materiale biodegradabile che non biodegradabile, vengono commercializzati come biodegradabili.
COMPOSTABILE La maggior parte della bioplastica oggigiorno può essere progettata per il compostaggio in strutture apposite, si tratta di un sottogruppo delle plastiche biodegradabili. Questa definizione può trarci in inganno, giacché una bottiglia definita compostabile fa venire in mente il cumulo del compost nel nostro giardino o terrazzo, ma non è così. Questa categoria di bioplastiche è in grado di biodegradare soprattutto in un sito di compostaggio industriale dove la decomposizione e trasformazione in humus o compost avviene tramite l'azione congiunta di acqua, calore e attività microbica. Per essere definita compostabile, la bioplastica deve decomporsi in anidride carbonica, acqua e composti inorganici o biomassa ad una velocità paragonabile a quella di altri noti materiali compostabili, quali la cellulosa. Vi sono degli standard ben precisi cui le aziende dovrebbero uniformarsi per assicurare al consumatore la compostabilità del prodotto, ma – si badi bene – sono volontari.

Per coloro che volessero provare a compostare nel proprio cumulo la bioplastica, si consiglia di tagliarla a pezzetti e di metterla al centro del cumulo di compost, dove le temperature sono più elevate.

landfillATTENZIONE A NON FAR FINIRE IN DISCARICA LA BIOPLASTICA

Le bioplastiche possono essere progettate per essere o riciclabili o compostabili, non entrambe le cose. Quindi, seguire con cura le istruzioni per la raccolta differenziata generalmente indicate sulla confezione. Quelle compostabili devono essere poste nella raccolta differenziata dell'organico.

E' importante non far finire in discarica la bioplastica, in quanto essa necessita di un ambiente aerobico per decomporsi e deve essere scartata in modo corretto affinché possa biodegradare o compostare. Le discariche sono progettate per essere più anaerobiche – prive di ossigeno – possibili. I rifiuti sono praticamente sigillati ermeticamente, mentre la biodegradazione implica la presenza di ossigeno e di microrganismi che inizino a divorare il materiale.

LA MATERIA PRIMA DEVE ESSERE AL 100% BIO-BASED, vale a dire da fonti rinnovabili e che hanno origine da organismi viventi. L'American Society for Testing and Materials (ASTM) definisce un materiale "biobased" quando è "organico", ossia quando il contenuto di carbonio del materiale deriva da una fonte rinnovabile, mediante processi biologici. E' materiale "biobased" tutta la massa animale e vegetale per definizione da risorsa rinnovabile, in quanto deriva dalla recente fissazione di CO2 atmosferica per mezzo della fotosintesi". Ciò non toglie che le bioplastiche possano essere anche d'origine petrolchimica, persino quelle definite biobased, anche se lo sono solo in parte. La gomma naturale e alcuni poliesteri prodotti da microrganismi o sintetizzati da monomeri bioderivati – ad esempio l'acido polilattico (PLA) – rientrano in questa categoria.

Il limite di questi materiali è che molte formulazioni di bioplastiche biodegradabili sono una combinazione di materiali rinnovabili e non rinnovabili per ridurre i costi e migliorare la resa del materiale. La buona nuova è che buona parte delle bioplastiche biodegradabili emergenti derivano da fonti rinnovabili e non petrolchimiche e che la loro performance è in massima parte equivalente a quella delle plastiche tradizinali. La nota dolente rimangono i costi di produzione, attualmente più elevati.

IL MESSAGGIO IN BREVE DA MEMORIZZARE: CHE COSA CERCARE NELLE BIOPLASTICHE?

La via verso l'impatto minimo è di
- Usare bioplastiche compostabili in un sistema di compostaggio industriale o, nel proprio cumulo (dopo i dovuti tentativi ed errori).
- Usare bioplastiche provenienti al 100% da biomassa, al 100% biobased/rinnovabile;
- Idealmente, la biomassa dovrebbe essere di scarto, non derivare da raccolti;
- Non usare bioplastiche derivanti da raccolti OGM.

FONTI

The oxygen crisis Could the decline of oxygen in the atmosphere undermine our health and threaten human survival? 
Biomass Packaging, good for business, good for the planet
Plastic not fantastic, with Bisphenol A
http://www.plasticnotsofantastic.com/articles-and-papers.html
http://rstb.royalsocietypublishing.org/content/364/1526/1973.full.pdf+html
http://www.forboflooringna.com/Environment/truth/biobased-meaning/
Biodegradable product institute, Confused by the terms Biodegradable & Biobased & Biobased 

 

 

 

 

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